Buone Feste
Buon Natale da tutto lo staff di Camaver Kunsthaus International
Merry Christmas from the staff of Camaver Kunsthaus International
Giuseppe Elio Nitti
Giuseppe Elio Nitti
Dal 2 Dicembre al 22 Dicembre 2006 si terrà la mostra "Gli Acquerelli" di Giuseppe Elio Nitti presso la Galleria Camaver Kunsthaus di Simona Cao a Sondrio.
L'attuale interesse culturale dell'artista si snoda attraverso le mille contrade, tra terre, boschi ed acque di quella campagna tanto ricca di colori e di umori, di luci e trasparenze che circondano la Brianza comasca e la valle sondriese, sul cui sfondo si stagliano monti austeri.
Questa mostra propone recenti acquerelli, attraverso i quali il pittore interpreta angoli di paese, luoghi che ormai sono divenuti la sua stessa patria, di essi coglie gli aspetti più intimamente poetici, gli accenti più suggestivi.
Attimi in cui il tempo sembra si sia fermato, aggrappato alle fronde che sinuose si muovono al respiro del vento e donano pace, armonia, serenità a coloro che vi sono rappresentati e a coloro che si incantano davanti ad essi a contemplarli. Nitti interpreta il paesaggio usando in prevalenza tocchi di terre gialli ed ocra delicati, talvolta tinte soffuse e perlacee, con azzurri trasparenti di cieli ed acque.
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Luise "Mignon" Andersen
The first solo exhibithion in Parisof Luise Andersen started last 14th of december in the associated Camaver Kunsthaus Gallery: Galerie Adame et Eve.
Enthusiastic comment from people that had the luck to visit the opening last thursday.
The exhibition will go on until the end of the year.
For more information contact us : info@camaver.com
Here some picture taken at the opening and an article appered on the famous Gazette des Arts:


Click here for article
Terra per Uomini Liberi: foto parte seconda
Ancora altre foto della mostra "Terra per Uomini Liberi" ancora in corso a Palazzo Martinengo a Sondrio.





Durante la serata di venerdì 8 dicembre è stato presentato il libro di poesie "L'acino della notte" di Giuliana Rigamonti.
La poetessa ha regalato alcuni momenti poetici al pubblico accorso:


Terra per Uomini Liberi: foto prima parte
Alcune foto dell'allestimento della mostra "Terra per Uomini Liberi" fino al 13 dicembre presso Palazzo Martinengo a Sondrio









Blog Camaver
Nasce oggi il blog di Camaver Kunsthaus International, un nuovo mezzo per promuovere l'arte che Camaver Kunsthaus propone.
Uno spazio più facilmente aggiornabile dove trovare notizie su tutte le iniziative delle gallerie e degli artisti. Un luogo di incontro tra artisti galleria e amanti dell'arte.
Vogliamo iniziare questa nuovo blog dando cronaca di una mostra di Antichi Palazzi appena inaugurata a Sondrio a Palazzo Martinengo.
Qui di seguito troverete il comunicato stampa con anche le schede di tutti gli artisti che partecipano alla mostra, nei prossimi giorni inseriremo anche molte foto sull'evento.
"Terra per Uomini Liberi"
Prenderà il via ufficialmente il 4 dicembre 2006 e continuerà fino al giorno 13 dello stesso mese la mostra collettiva di carattere internazionale dal titolo: Terra per Uomini Liberi.
La rassegna culturale vanta il patrocinio del Comune di Sondrio e sarà ospitata nelle sale espositive di Palazzo Martinengo.
Il titolo della rassegna prende ispirazione dall'antico nome longobardo della città di Sondrio che stava a indicare le terre coltivate direttamente dai proprietari, quindi da uomini liberi.
Un'altra connessione con il titolo della mostra lo si ritrova nella sede stessa della rassegna: Palazzo Martinengo.
Il palazzo deve il suo nome a Ulisse Martinengo conte di Barco, facente parte di quella schiera di seguaci della Riforma protestante che per sfuggire alle persecuzioni dei cattolici si rifugiarono in queste terre.
Uomini liberi, lavoratori e pensatori indipendenti che hanno cercato di sfidare le convenzioni sociali e i dogmi.
La mostra vuole prendere spunto da questo concetto per presentare artisti contemporanei, innovativi che, con le loro opere, cercano di trasmettere il loro messaggio al mondo. Nuove tecniche nuove sperimentazioni artistiche, idee e punti di vista differenti e comunque sempre sorprendenti.
Sondrio e Palazzo Martinengo diventeranno così un luogo di rifugio per liberi pensatori e per artisti, le cui le idee e proposte troveranno terreno fertile per crescere e svilupparsi diventando motivo di confronto di arricchimento reciproco e di scambio.
Nessun percorso prestabilito ma solo differenti suggestioni che richiamano all'uomo, alla natura, alla materia, alla spiritualità e alla quotidianità e che si susseguiranno in maniera ariosa e svincolata da costrizioni, permettendo così allo spettatore di lasciarsi emozionare e di far vagare la propria mente in modo libero e soggettivo, proprio come deve essere di fronte a una esposizione artistica.
Lista artisti presenti in esposizione:
Fabrizio Bellanca
Andrei Dobos
Charlotte Engelhaart
Anja Etwal - Nielsen
Damiano Ferrara
Sergio Giannattasio
Giò Guerzoni
Mia Laenen
Luca Merendi
Marco Minotti
Franco Napoli
Lucy O' Donovan
Andrea Oliva
Walter Passarella
Antonia Pozzoli
Hanna Rees
Han Sinke
Heli Tuhkanen
Tonie Van Marle
La mostra sarà inoltre un susseguirsi di eventi culturali e di aggregazione che si svolgeranno durante tutto il periodo di apertura:
Lunedì 4 dicembre
ore 18.00 inaugurazione della Mostra
Discorso di apertura tenuto dai vertici di Camaver Kunsthaus International e Camaver Kunsthaus di Simona Cao.
Intervento Mario Cotelli , Presidente del consorzio turistico di Bormio presentato dal Circolo Culturale Sondrio Liberale, sul tema "Sondrio Hub culturale e turistico della Provincia"
Visita guidata della mostra
Rinfresco a base di prodotti tipici della Valtellina
L'evento sarà ripreso dalla emittente televisiva Teleunica.
Venerdì 08 dicembre
ore 18.00 Presentazione del libro Acino della Notte di Giuliana Rigamonti. L'autrice leggerà alcune poesie tratte dalla sua ultima raccolta. Presenta Laura Novati
Intrattenimento Musicale.
Rinfresco a base di prodotti tipici della Valtellina
Sabato 09 dicembre
Visite guidate alla mostra
GLI ARTISTI:
FABRIZIO BELLANCA
Nato a Roma nel 1968, ha frequentato il liceo artistico e in seguito l'Istituto Superiore di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco a Milano. Ha partecipato a mostre e concorsi, ottenendo notevoli successi di critica. Vive e lavora a Como, si è accostato alla pittura nell'89 sviluppando il concetto del graffito come espressione d'arte metropolitana, integrandolo in un discorso artistico più moderno. Dal '96 la sua pittura si è andata arricchendo di forma e materia, accostando tecniche tradizionali come l'olio con l'action painting sopra superfici materiche. Attualmente sta sviluppando l'accostamento tra l'arte e l'informatica impegnandosi nella ricerca di nuove tecniche e forme espressive, utilizzando nuovi supporti quali lastre in acciaio graffiate con mole e punte a trapano, dal quale è nata anche una performance in cui, amplificando e modulando a computer il suono che produce il trapano, accompagna musicalmente due musicisti per creare "Il suono dell'arte" da cui è stato realizzato anche un CD con i Blue Silk.
RINO CASSANO
Le opere di Rino Cassano nascono dall’improvvisazione, egli è un artista autodidatta, trae ispirazione dal mondo che lo circonda e che cerca di conoscere profondamente. Il suo continuo peregrinare da un luogo all’altro fa sì che nei suoi lavori appaiano linee, forme e tecniche di paesi esotici, incontrati per caso o in sogno. Per lui il viaggio è una continua ed inesauribile fonte di ispirazione, ogni angolo di mondo lo immortala sulla tela per restituirlo agli occhi di altri sottoforma di puro e graffiante colore.
ANDREJ DOBOS
Nato nel maggio 1984, è diplomato alla Scuola d’Arte “George Apostu” a Bacau, in Romania. Attualmente sta frequentando la facoltà di Architettura all’Università di Bucharest. A prima vista i suoi lavori sono impatti visivi ottenuti grazie a spruzzi di colore, a giochi di profondità. Ciò è dovuto alle radici dei temi e dei soggetti ritratti.
Essi sono ispirati da eventi comuni di vita quotidiana e sono sviluppati sulle contraddizioni loro intrinseche. Le sue opere diventano così allegorie di momenti di tristezza e di felicità, di solitudine e di giocosità, insomma allegorie di vita. Ogni opera completata diviene per l’artista una pagina della propria vita, come se volesse confessare le proprie esperienze attraverso linee, colori e forme. Questi elementi sono volti a suscitare sentimenti ed emozioni che permettano di vedere la vita sotto molteplici aspetti e di interrogarci su ciò che vediamo e su ciò che ci circonda, come a ricordarci che il vero mistero della vita sta nel visibile e non nell’invisibile.
CHARLOTTE ENGELHAART
L’artista vive ad Oslo, Norvegia, dove ha frequentato l’ Accademia Nazionale di Belle Arti. Tra le sue esibizioni più recenti ricordiamo la personale del 2006 presso la Galleria Falkum in Norvegia e la collettiva “Antichi Palazzi” in collaborazione con la Galleria Camaver Kunsthaus di Sondrio.
Nelle sue opere riaffiora un espressionismo surreale e ironico, connotato psicologicamente tanto da farci tornare alla memoria dei capolavori novecenteschi, con quella loro tipica irruenza delle avanguardie. Sia nelle cromie, che negli incarnati, nella trattazione decorativa che nella pennellata, si nota precisione e introspezione, in tutti i lavori troviamo tracce di un passato decadente che riporta alla nostra memoria la simbologia e sensualità klimtiana.
ANJA ETWAL NIELSEN
Nata nel 1975, vive e lavora in Danimarca. Fin dalla prima infanzia intuisce la sua propensione per l’arte e si dà alla pittura da autodidatta, sostenuta sempre dalla famiglia. Il suo interesse artistico spazia dal figurativo all’astratto, tuttavia nelle sue opere permane l’influenza espressionista, forma che le permette di mostrare su tela i propri sentimenti e inquietudini.
L’artista utilizza tonalità pastello, in maniera sfumata che donano alle tele un tocco di leggerezza metafisica. Gli oggetti appaiono sospesi in una dimensione onirica e “fabulosa” attraverso cui lo spettatore può viaggiare stando fermo, volteggiare con la mente e cercare di acchiappare gli oggetti per rendersi conto soltanto infine che non possono sussistere nella realtà. E dovrà tristemente ammettere di essere caduto nel tranello di una pura illusione ottica.
DAMIANO FERRARA
Damiano Ferrara, artista autodidatta, nasce ad Alcamo nel 1960, dove vive e lavora. Qui frequenta il liceo scientifico sperimentando acquarelli e tempere. Nel 1979 si scrive alla facoltà di Architettura di Palermo dove si avvicina per caso alla pittura su vetro, incantato dai giochi di luce ed effetti cromatici ottenuti dalla stesura delle vernici sul vetro. All'inizio le sue opere, usate sopratutto per impreziosire porte, finestre e separé, vengono influenzate dall'Art Nouveau e dall’ Optical Art, mantenendo però sempre quella indipendenza stilistica che lo contraddistingue. Tra il 1990 e il 1994, dopo alcuni viaggi in Europa, il suo modo di creare cambia; i suoi disegni diventano sempre più astratti, mettendo su carta e poi su vetro, le sue sensazioni per tutto ciò che lo circonda con uno stile molto originale. La sua tecnica è quella della pittura trasparente a freddo posata su vetro con un risultato sorprendentemente affascinante per la scelta e l'accostamento dei colori. Le sue opere hanno una forte personalità e spesso chi le guarda non può rimanere indifferente e come nella "lanterna magica" è attratto dai colori e dalle sensazioni che questi emanano. Ha partecipato a molte mostre in Italia e all'estero ottenendo menzioni per l'originalità delle sue opere. La sua vita adesso si divide tra Alcamo e Pantelleria, la più araba tra le isole del mediterraneo, da dove attinge nuova linfa per le sue opere.
SERGIO GIANNATTASIO
Nato nel luglio del 1969, fin da bambino scopre la sua passione per l’arte, cominciando a ritrarre tutto ciò che lo incuriosisce. Comincia ben presto a partecipare a mostre e nel 2002 partecipa al concorso “Arte Mondadori” conseguendo il diploma di merito, sempre nel 2002 è presente alla mostra di inaugurazione della Camaver Kunsthaus a Lecco. Le sue tele di formato molto ridotto sono intense e cariche di particolari, l’artista a tratti ci coinvolge in una metropoli tentacolare, vissuta di notte, deformata nelle sue linee e nei suoi colori, in un’atmosfera cupa e di solitudine; a tratti, invece, ci immerge in un mondo di dolcezza con colori tenui e caldi che esprimono tutta la tranquilità e la serenità dell’ universo femminile.
GIO’ GUERZONI
Nato nel 1964 a Bondeno di Ferrara si trasferisce a Bergamo in giovane età. Si diploma all’Istituto d’arte A. Fantoni, successivamente frequenta la facoltà di Architettura al Politecnico di Milano. Contemporaneamente comincia gli studi accademici alla scuola di Decorazione di B.B.A.A. a Brera diplomandosi a pieni voti.
Nel 1997 è assistente universitaio di Disegno a rilievo, presso la facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara. Nelle opere di Guerzoni ritornano immagini estrapolate dalle pagine delle riviste di moda, figure che si raccontano, velate tra mito e realtà, stilizzate e filtrate per divenire oggetto di metafora. L’artista giudica il proprio lavoro “volto al quotidiano con occhi ingenui, sognanti e umili, racconta di cose ordinarie sospese in una metaforica realtà, quella di chi vorrebbe godere di una vita semplice e vera. Il mio lavoro è un diario, segreto e intimo, come ogni testamento, ma aperto per chiunque volesse addentrarvisi e così intraprendere uno splendido viaggio”.
MIA LAENEN
Nata nel 1950 a Mol in Belgio, ha studiato all’Accademia delle Belle Arti di Mol e di Aarschot e in seguito all’Accademia estiva di Salisburgo in Austria. Nel 1999 riceve il premio “Cultura” della città di Aarschot. Per l’artista il colore è fonte di dinamismo, le sue opere di concezione astratta in principio, sono niente di meno che portatrici di un intenso contenuto figurativo. I modelli raffigurati vengono spezzati, riflessi e distorti come se l’artista-scultrice volesse mostrarci l’essere umano nelle sue molteplici forme, nel suo duplice aspetto, quello esteriore visibile a tutti e quello interiore riservato a pochi. Le sue creazioni sono prive di forme definite e questa parte mancante viene compensata con la forza del colore.
LUCA MERENDI
Nato a Ravenna nel 1974, vive e lavora a Milano.
Ha frequentato lo IED di Milano - illustrazione multimediale e attualmente è iscritto all’Università di Torino alla facoltà di Laurea Dams - indirizzo Multimedia. Libero professionista si dedica al webdesign, all'illustrazione digitale, alla creazione di concept per l'editoria per l'infanzia, alla pittura, sempre digitale, e alla scultura. Da due anni lavora presso un'agenzia pubblicitaria come art director, espone in permanenza l’affresco digitale “Siamo Soli” al MIAAO Museo Internazionale di Arti Applicate Oggi di Torino, recentemente ha esposto la personale di pittura “Verdenotte” a Rivoli, Torino. Nel tempo libero scrive e la notte organizza concerti nella scena darkelectro italiana.
Egli si definisce uno “schiavo del mezzo”, la sua è l’attitudine tipica dell’artista digitale, leggermente slegata dai classici canoni dell’arte e in totale simbiosi con il pc, strumento principale e insostituibile per partorire le proprie opere. Opere in cui si respira pesantemente un’atmosfera che sa di “digitale”, in un perfetto mix tra techno e urban art.
MARCO MINOTTI
Nato nel 1973, vive e lavora a Milano. Ha frequentato il liceo artistico a Desio e in seguito ha studiato alla facoltà di Architettura presso il Politecnico di Milano. Tra le sue partecipazioni più recenti ricordiamo la “Fiera Internazionale del mobile” a Milano nel 2005, la presentazione “Comò” a Bilbao e l’esposizione lavoro presso la “Fabbrica del Vapore” a Milano nel 2006 per il concorso “Talk to the city”.
Le sue tele cariche di colore e di guizzi materici offrono allo spettatore veri e propri spettacoli pirotecnici, in cui l’artista gioca con la vita, equilibrio di per sé precario e complesso, ponendosi come colui che crea e colui che distrugge. Nei suoi lavori si mischiano ira, sofferenza, piacere e passione, il tutto combinato all’interno di un masochismo perfetto. Siamo dinnanzi all’emblema dell’artista, colui che riveste varie simbologie acquisite, dissipate e poi violate, errante che mostra l’inconosciuto e il sottaciuto, artista martoriato perchè usato, comprato, flagellato dalla sua stessa
arte.
FRANCO NAPOLI
Nato a Lecco nel 1974, inizilamente la propria inclinazione artistica si rivolge verso il campo musicale e svolge studi di pianoforte e composizione, solo in seguito scaturisce la sua passione per la pittura. Tra le esperienze artistiche più recenti annovera la “Mostra Collettiva” presso la Galleria d’Arte di Carate Brianza (MI), l’esposizione “Torreluna Art Est” presso la Cascina Galbusera Bianca di Rovagnate (LC) e la partecipazione a “Mostra Talenti” presso la Galleria Camaver Kunsthaus di Lecco. La professionalità dell’artista si arricchisce grazie al tempo libero che ama dedicare all’ascolto di musica classica e jazz e alla particolare attenzione verso le attività spirituali e meditative per una continua evoluzione della consapevolezza di se stesso e del percorso personale interiore che esplica nelle proprie opere.
LUCY O’ DONOVAN
Nata nel 1975, vive e lavora a Glasgow, in Scozia. Qui ha conseguito il diploma in Veterinaria e ha sviluppato la sua ricerca nel campo della psicologia. Da sempre si è interessata alla pittura che perseguiva come hobby nel proprio tempo libero. La particolare attenzione che dedica al corpo umano e alle sue forme è data dalla sua precedente formazione e dagli studi svolti in campo anatomico e chirurgico. L’artista ha così impiegato queste conoscenze per sviluppare le fattezze dei muscoli, delle ossa e della pelle in un sistema scultoreo all’interno del proprio lavoro. Le sue opere seguono quasi ossessivamente il fascino trasmesso dai corpi umani e i sentimenti che essi invocano. Per l’artista è fondamentale dipingere nella maniera più onesta possibile, che sia in forma classica o meno, irriverente o pacata, esteticamente bella o rivolta verso quel carisma grottesco in cui trova la propria pienezza.
ANDREA OLIVA
Andrea Oliva nasce a Milano il 15 febbraio 1973. Frequenta il liceo artistico e l’Accademia delle Belle Arti di Brera; successivamente intraprende un percorso artistico che gli permette di realizzare l’impellente desiderio di apprendere le tecniche della scultura, grazie alla frequentazione e alla collaborazione con il Maestro Fumagalli, della Gipsoteca "Fumagalli e Dossi" e con altri scultori.
Oliva allestisce la prima esposizione personale nel 1994 e inizia così un intenso periodo espositivo.Partecipa a diverse mostre collettive e numerosi concorsi: fra i più importanti ricordiamo il concorso "Arte Sacra"presso il centro culturale San Protaso a Milano, con la scultura "Sintesi" e il concorso "De Pisis" a Ferrara con la scultura "Pianista", ottenendo in entrambi il primo premio. Secondo la critica leitmotiv dell’operato di Andrea Oliva è indubbiamente l’anelito di libertà, leggibile nella sconcertante tensione dei corpi. Egli possiede una raffinata tecnica ravvisabile nell’equilibrio compositivo fra pieni e vuoti, negli armonici giochi di luce-ombra, nella mirabile resa della torsione delle nudità. Osservando con attenzione le sue sculture, si è pervasi immediatamente dalla sensazione di essere di fronte al frutto tormentato di un’indagine accorata della realtà, filtrata dall’occhio interpretativo dell’artista autentico.
WALTER PASSARELLA
Nato nell’Agosto del 1960 a Mortara, Pavia, ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Valenza Po conseguendo il diploma di Maestro d’Arte e da allora è iniziata la sua attività artistica. Le sue opere sono presenti in collezioni private a Roma, Milano, Bari, Tokio, Torino, presso la pinacoteca del Pontificio Santuario di Pompei e nel costituendo Museo d’Arte di Mortara. Nei suoi lavori convivono diverse inquadrature nella stessa immagine, in lui urge la sollecitazione visiva attraverso la disposizione di frammenti, di ritagli e citazioni legate alla storia, alla classicità e alla cronaca. Accostamenti e contrasti di immagini a colori e in bianco e nero, riquadri isolati da fondi monocromi come fossero “fotogrammi” di un film, episodi o capitoli formalmente separati ma concettualmente collegati all’interno di un contesto narrativo. Un racconto in divenire, elaborato secondo un ordine che ne articola i contenuti avvicinandosi a un linguaggio di matrice “pop”.
ANTONIA POZZOLI
Antonia Pozzoli nasce in Brianza ad Arosio. Parte nel '73 per San Francisco , dove resta per oltre venticinque anni. Nel '94 parte per il Nepal dove trascorre alcuni mesi, ospite presso una dei monaci tibetani. I loro insegnamenti la aiutano a capire e conoscere la propria identità. Alla luce di una nuova e più chiara ricerca personale, in lei si fa forte il bisogno di esprimersi attraverso l’arte .
Il ‘96 segna l’inizio delle mostre personali e collettive in diversi locali della Bay Area, a San Francisco, e i primi riconoscimenti.
Tra le opere più significative rimane: il “Messenger ” e “911 Wake Up New York ”, i quali nel 2001 diventano protagonisti durante una rappresentazione organizzata a San Francisco per la pace nel mondo a seguito del tragico evento delle “Torri Gemelle”. Nel 2002 ritorna in Italia , dove vive attualmente. Si susseguono mostre in varie città italiane ed europee.
L’ impegno , la professionalità e l’ espressione di quello che è più vicino all’essere umano, conscio e inconscio, continua ad essere il suo mezzo per costruire un nuovo mondo dove lo spirito creativo è onorato e celebrato. L’artista infatti crede che il proprio lavoro sia “un'espressione della mia spiritualità, un messaggio senza tempo davanti al quale possiamo fermarci a contemplare per aiutarci a ricordare di vivere quei valori ai quali profondamente crediamo”.
HANNA REES
Nasce nel 1963, frequenta l’Accademia di Belle Arti a Parigi e prosegue la propria istruzione presso l’ atelier di Alfortville. L’artista vanta esposizioni sia nazionali che internazionali: presso il Salone di Arte Contemporanea di Kunstschouw, nei Paesi Bassi, al Salon des Independantes, al Salon International de la Haute-Loire e al Palazzo Cesi organizzata dalla galleria Camaver Kunsthaus. L’artista pratica sia la scultura che la pittura e crea luci-ombre e movimenti proprio partendo dalla pratica della scultura. Ella tende a focalizzare l’attenzione su particolari punti chiave per sottolineare le sue stesse emozioni, questi “zoom” si trasformano dalla parte al tutto e fanno da pretesto alle opere a seguire.
HAN SINKE
Nato nel 1960 ad Amsterdam dove vive tuttora. Le sue opere vanno dal figurativo all’astratto mantenendo sempre un contatto diretto con la natura, mai esplicita, ma lasciata implicita e semplicemente suggerita attraverso i colori tenui, dai più freddi ai più caldi e avvolgenti. Le linee delle sue opere sono concentriche ed ellittiche quando rappresenta i muscoli e quindi non più la natura nella sua delicatezza, bensì nella sua forza e presa di potere. Linee che si fanno pian piano più sinuose quando intende rappresentare il movimento e linee che si scompongono fino a scomparire quando l’artista trova la via della meditazione.
HELI TUHKANEN
Nata nel 1950 a Pello, Finlandia, vive e lavora a Helsinki dove ha frequentato l’Istituto di Arti industriali. L’artista ha partecipato a numerose mostre sia nazionali che internazionali, tra le più recenti ricordiamo: le personali rispettivamente nel 2003 alla galleria BE’19 e nel 2005 presso l’”Art Museum of Kemi”. Tra i progetti futuri ricordiamo la mostra che si terrà nel 2007 a Berlino presso l’Istituto finlandese. Le sue opere invocano una leggerezza malinconica suggerita dai colori tenui e sfumati, le figure umane si stagliano sulla tela senza tridimensionalità, apparendo corpi bidimensionali avvolti in un alone e trasportati in un ambiente geometricamente perfetto.
TONIE VAN MARLE
Ha frequentato l’Istituto artistico AKI in Olanda e in seguito ha studiato Letterature Anglo-irlandesi ad Amstedam e Dublino. Attualmente si occupa di arte e letterature ed è partecipe in varie organizzazioni artistiche. Regolarmente esibisce le proprie opere, che ha venduto sia nei Paesi Bassi che all’estero. Tra le sue esibizioni più recenti ricordiamo la partecipazione a “la Perfezione della Conoscenza” presso Palazzo Cesi ad Acquasparta e a “Terra per Uomini Liberi” presso la Galleria Camaver Kunsthaus di Sondrio.
Uno dei temi più importanti all’interno delle sue opere è il continuo fascino che esse esercitano attraverso le loro illusioni ottiche. Gli oggetti si riflettono fino a moltiplicarsi e diventare ambigui, finché l’occhio umano si perde all’interno di magnfici labirinti spaziali fatti di vetro e legno con interni di specchi, bronzo e materiali naturali. L’artista si sofferma in particolare sul cambiamento del riflesso, il quale si sposta, si modifica dipendentemente dall’angolo di osservazione. Gli spettatori messi a confronto con l’ opera instaurano una relazione con il mondo racchiuso all’ interno delle scatole, il quale riflette e doppia quello esterno, ingannando l’occhio e aprendo la visuale sulle due facce della rappresentazione.




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