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Leone Verde: quinta sala

di artdirector (18/06/2008 - 19:24)

La quinta sala della mostra presenta esclusivamente opere figurative. Ritroviamo una tela di Vilna van den Heuvel forse la più toccante e intensa. Anche le tele di un'altra artista , Sibylle Will, si agganciano al tema della mostra nel concetto espresso negli studi fisiognomici di Giovan Battista Della Porta. L'artista appare interessata a rappresentare l'interiorità dei suoi personaggi  attraverso l'espressività e le linee deformata dei  corpi. L'altra artista presente in questa sala è Mia Tavonatti con grandi tele dal realismo quasi fotografico. L'artista gioca con la seduzione, con il corpo, con le atmosfere sospese, oniriche quasi metafisiche. C'è molto dietro a queste opere che sembrano essere più enigmatiche e difficili da interpretare, anche se pare evidente il processo di interiorizzazione delle energie del leone verde, ma quale sarà la via giusta per esternarle?



SCHEDE ARTISTI


Mia Tavonatti

L’artista dopo essersi costruita un notevole bagaglio di esperienze tra viaggi, avventure, esplorazioni spirituali e creazioni artistiche risiede attualmente a Conca dei Marini, in provincia di Firenze.

Formazione:
1992    Master of Fine Arts degree in Illustration alla California State University, Long Beach, CA
1991    Bachelor of Fine Arts degree in Illustration, California State University,
         Long Beach, CA
    1990    Parsons School of Design, Paris, France
1990    The Academie Port Royal, Paris, France
    Sorbonne, Paris, France

Mostre Principali:
2007 - “Svelata”, Museo degli Arsenale, Amalfi, Italia
2006    - Pentagon, Washington, DC
         - Bolling Air Force Base, Washington, DC
         - Darkness, J Flynn Gallery, Costa Mesa, CA
         - Edinger Gallery, Laguna Beach, CA
         - Florence Gallery, Florence, Italy
         - Heusso Gallery, Palm Springs, CA
2005    - Edinger Gallery, Laguna Beach, CA
    - Peter Blake Gallery, Laguna Beach, CA

L’artista la sua poetica e la mostra “Il Leone Verde”

L'artista lavora nell'ambito della figurazione più tradizionale con risultati molto sorprendenti in realismo della figura.
Figure di donne ricoperte da veli o lenzuola: dormienti  o in dormiveglia immerse in una dimensione liquida quasi onirica sospese tra due mondi forse tra cosciente e incosciente.
Il panneggio che a volte diventa quasi una seconda pelle, richiama alla mente qualcosa che queste figure non riescono a scrollarsi di dosso, un disagio o forse un impedimenti di qualche tipo.
La connessione di queste opere con il tema della rassegna è nella ricerca del sè creativo: di quella energia  particolare  che è dentro di noi, ma che è difficile afferrare e fare propria. Forse come nella effige classica del leone verde serve un atto di potenza quasi violento, una azione decisa di accettazione ed evoluzione che le figure in queste opere non riesco a fare: sopite o sospese in un limbo abitato solo dalla loro essenza e dai loro pensieri, in cui traspare una luce  quasi trascendentale (il sole) che potrebbe indicare la via d'uscita.



Sibylle Will


Nata a Offenbach am Main  in Germania nel 1963

Formazione:
2003-2007 Academy of Fine Arts Nurtingen
2002-2006 European Academy of Fine Arts Trier



Mostre Principali:
L’artista ha recentemente riscosso grande successo con le due mostre personali:
2008 - Mostra collettiva “8dieSteige”
2008 - Mostra  perssonale presso la  galleria Civica di  Geislingen , Germania
2007 - Mostra personale presso  Metzgalerie, Coblenza, Germania





L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde

L’artista lavore nell’ambito della figurazione e in mostra sono presenti diverse opere dalla forte valenza espressiva. Sibylle Will stessa dichiara di essere più interessata all’aspetto emotivo che le sue figure possono trasmettere, non è importante l’ambientazione e nemmeno la valenza estetica che possono, al contrario, essere di intralcio per il livello di comunicazione che l’artista propone.
Ancora una volta la fisiognomica di Della Porta trova un parallelismo con un’ artista ma forse in questa serie di lavori c’è qualcosa di più. La Will è alla ricerca quasi ossessiva  del dominio dell’energia spirituale che si manifesta attraverso esperienze corporee, spesso come un malessere, essa di spinge non nel cuore della terra per trovare la medicina a tali mali, ma nel profondo dell’animo. Forse non si arriva a una risposta definitiva  ma le rappresentazioni  grafiche corrispondo a un certo pensiero a dei concetti precisi che inevitabilmente vengono mischiati a delle emozioni forti..
Questa artista come molti altri presenti in mostra compie un processo di interiorizzazione per portare alla luce un messaggio che possa essere spunto di riflessione per lo spettatore.


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