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Shamal gli artisti

di artdirector (24/07/2009 - 19:37)

Da dove arriva il pensiero creativo, lo shamal, dal mondo che ci circonda dalla natura, dalle citttà dalle stanze del nostro vissuto quotidiano.
L'artista è quella persona, all'interno del tessuto sociale, la cui sensibilità è in grado di percepire il mondo nella sua complessità mostrando attraverso le sue opere ciò che gli altri difficilmente riescono  a fare.
Attraverso il paesaggio è possibile esaltare i propri stati danimo e il "sublime" della natura (Alessandro Consonni), compiere una critica ironica o dissacrante sulla società attuale (Massimo Falsaci), o raccontare il proprio io interiore la mutevole complessità  dell'inconscio (Ernesto Morales, Mary Mansey).

SCHEDE ARTISTI


ALESSANDRO CONSONNI
Nasce il 10 febbraio 1954 a Monza. Oggi l’artista ha il suo studio d’artista a Lissone  a poca distanza da Monza.
Formazione:
 Diploma di Laurea  presso  il Politecnico di Milano in Industrial Design.
Dal 1976 L’artista lavora  anche come grafico pubblicitario in una sua agenzia di comunicazione.
Dal 1994 si dedica attivamente e con profitto alla professione di artista.

Mostre Principali:
2008 - “Il Leone Verde : alla ricerca del sè creativo” mostra collettiva organizzata da Camaver Kunsthaus, progetto Antichi Palazzi. Palazzo Cesi, Acquasparta.
2008 - “L’immagine della contemporaneità” organizzata da Camaver Kunsthaus International, Mulino Salacrist, Bormio, SO
2007 - “Antichi Palazzi:COELVM” Palazzo Cesi, Acquasparta, Terni.
2006- Personale presso Camaver Kunsthaus Boston, Boston, Massachussets, USA
       - Personale presso Latin American Gallery, Los Angeles , California, USA
       - Personale  presso G.F. Cunningham  Museum Foundation, Chicago, Illinois, USA
2005 - Personale presso Johanna Martinez Art Gallery, Dilsen, Belgio
        - Collettiva, BLU - Antichi Palazzi - Torre Viscontea, Lecco
        - Collettiva , “La musica è nell’aria”, Antichi Palazzi, Palazzo Cesi, Acquasparta TR
2004 - Personale presso, International Art Gallery , Parigi, Francia
        - Collettiva  presso Abbazia di Vinetz, Chalons en Champagne, Francia
        -  Personale  presso Galleria Passo Blu - Genova capitale della cultura europea, Genova.

L’artista la sua poetica e la mostra Shamal: il vento creativo

Le opere di Alessandro Consonni sono al confine tra l'astratto e il figurativo tra il gestuale  e il coloristico, sono opere difficili da classificare in quanto espressioni personali del mondo che circonda l'artista.
Consonni traduce in pittura le proprie emozioni utilizzando la natura come specchio  con cui confrontarsi, i colori e le spatolature come gesto espressivo che dona un senso compiuto alle opere.
In questa mostra che esamina il pensiero creativo nelle sue infinite forme , l’artista ci offre spunti di riflessioni intorno al tema  molto trattato del  paesaggio. Consonni ne  rivoluziona il concetto , ne stavolge le regole e riduce il tutto a pochi elementi  essenziali.
L’artista converte  in pittura le percezioni sensoriali, le immagini le forme e le dimensioni non esistono più, la natura è assimilata e tradotta  nel personale alfabeto dell’artista.Questo artista è un alchimista che ruba l’energia vitale del mondo per mischiarla con la propria e riversarla sulla tela in uno spettacolo sempre multiforme,  sempre stupefacente anche nella propria apparente naturalezza, in grado di coinvolgerci ed emozionarci sempre.


MASSIMO FALSACI

Massimo Falsaci vive e lavora a Cannobio  (VB) sul lago Maggiore in Italia

Formazione:
2003     Master In Marketing e Pubblicità, presso F&L Milano.
2001    Laurea in Scienza e Tecnologie Alimentari.
2003     Stage modellazione dell’argilla, presso Comune Baires, Milano.
2000     Corsi di pittura (tecniche miste) presso il centro culturale
l’Atelier Milano.
1998     Corso di disegno sulla figura umana (prof. Balì, Milano).   
1997     Lezioni private, tenute dall’illustratore Karel Thole, sui
rudimenti dell’illustrazione editoriale, la tecnica dello scraper board e del carboncino.

Mostre Principali:
2008 - Mostra collettiva “Qu4ttro” presso Galleria Camaver Kunsthaus a Sondrio.
2008 - MiArt (Fiera d’arte Contemporanea” con Galleria Antonio Battaglia,         Milano.
2007 - Mostra collettiva “Biennale in Tour”, a Baveno (VB)
2007 - Mostra personale “Nuova Figurazione” a Villadossola e presso l’Arengario di Palazzo Parasi a Cannobio  (VB).
2007 - Mostra collettiva “Biennale in Tour” presso la Galleria  Lattuada a Milano.
2006 - Mostra personale “Appagamento & Soddisfazione Palo Alto Milano
2006 - Mostra personale a Monza a cura di Letizia Liana
2006 - Liberi da ogni oppressione – Circolo Bertold Brecht – Milano.
2006 - Collettiva alla Galleria 18 – Bologna. Curatori: Galleria 18
2006 - “L’altra metà del lavoro” Palazzo della Cancelleria Roma. Curatori: ANIMIL
2005 - “La forma dei colori” – Ristorante Riviera Cannobio (VB).
2005 - “Cocktail d’arte” Varese. Curatori: Emersign Associazione Culturale
    Hypegallery Milano.
2005 - “Made in Italy” Gallerie Artitude Parigi. Curatore: Marcello Cazzaniga.

L’artista la sua poetica e la mostra Shamal: il vento creativo

Le opere di Massimo Falsaci rientrano in quella che comunemente viene definita “nuova figurazione”. Un nuovo modo di intendere l’arte figurativa in cui la cultura dell’immagine, tipica dei nostri anni e l’influenza dei mass media emergono in forme originali.
Questo artista è riuscito a creare un proprio linguaggio espressivo riducendo al minimo la gamma cromatica, coadiuvandosi  con tecniche di grafica computerizzata.
Queste opere ci parlano della nostra società, del modo veloce e affrettato in cui maciniamo esperienze e immagini.Parlano di ricordi  e di come metabolizziamo le esperienze sensoriali del mondo che ci circonda e ci fagocita.
Malgrado si tratti di figurazione siamo di fronte a lavori dal forte ermetismo comunicativo, un genere  pittorico nuovo, techo pop o photopop, ma non scevro di significati più profondi e suggestivi che possiamo solo cercare di indagare basandoci sulla scelta dei soggetti, delle inquadrature e dell’equilibrio tra i colori usati.
Uno sguardo  misurato ironico e giovane in grado si sorprenderci e stupirci.


ERNESTO MORALES

L’artista è nato nel 1974 in Argentina, abita in Italia dal 2006

Formazione:

Nel 2005 ottiene il titolo in Dottore in Arti Visive presso l’Istituto Universitario Nazionale d’Arte)
Nel 1999 si diploma  come Professore di Belle Arti presso l’Accademia Nazionale di Belle Arti e come Maestro di Pittura 1993 presso l’Istituto Artistico Ada.

Mostre Principali:

2009 -  Mostra Collettiva “Nuovi Cantieri in corso” presso Aratro Museo Laboratorio Università del Molise, Italia
2008 - Mostra collettiva “Urban” presso Dozgallery a Milano. Italia.
2008 - Mostra collettiva “Qu4ttro” presso la Galleria Camaver Kunsthaus a Sondrio, Italia.
2008 - Mostra collettiva “Orizzonti e Frontiere”, Festival Internazionale di Cinema DERHUMALC, Buenos Aires. Argentina.
2008 - Mostra  personale “Le citta dell’esilio” a cura di Lorenzo Canova, presso la Galleria Il Sole Arte Contemporanea a Roma, Italia
2008 - Mostra personale “Città Ritrovate - Pisa e Buenos Aires presso palazzo Fiumi e Fossi a Pisa, Italia
2008 -  Mostra Personale “Identidades” presso la Galleria Giovanna Scappucci Arte Contemporanea a Viterbo, Italia
2007- Mostra collettiva “Orizzonti e Frontiere “, Festival di cinema  Crocevia  degli Sguardi a Torino, Italia
2007 - Mostra Personale “Al Infinito” presso l’Istituto Cervantes a Milano, Italia.
2007 - Mostra Personale “Le città” presso lo Spazio Guazzolini a Roma, Italia


L’artista, la sua poetica e la mostra Shamal: vento creativo.
Ernesto Morale presenta delle opere figurative a metà strada tra l’onirico e il metafisico.
Nei suoi dipinti sono raffigurate delle città, dei paesaggi metropolitani, che risuonano di un silenzio assordante.
Anche nelle opere di questo artista appare evidente che la riflessione non sia tanto sulla forma esteriore delle cose ma sull’uomo e la sua interiorità.
Le città, i palazzi e le strade sono solo un mezzo per raccontarci lo straniamento dell’uomo nella società contemporanea . Il cromatismo essenziale e piatto equivalgono a un appiattimento delle emozioni e delle aspirazioni dell’uomo.
Forse anche questinon sono altro che  dei paesaggi interiori e non è casuale che queste  metropoli appaiano disabitate. Sono delle costruzioni  ordinate e schematiche come spesso sono i nostri pensieri.
Sono opere che parlano di viaggio di migrazioni di vuoiti da riempire e da ricordi che sono ben radicati dentro di noi, protetti dalle mura del nostro inconscio.






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