Shamal: gli artisti

La mostra Shamal, parla di creatività e di come le idee possano influenzare la realtà e le persone.
Come il vento modifica la forma dell'acqua così le idee ci influenzano in maniera tangibile, appaiono così le opere di Angela Van der Knaap dalle forme acquose in cui figure sembrano fluttuare in questa atmosfera interiore; in cui le regole dello spazio- tempo sono eliminate; in cui gli schemi sono abbattuti.
Anche le opere di Mary Mansey sono influenzate dall'acqua e dal suo continuo mutare, l'artista cerca di sovrapporre strati di immagini, di ricordi, ella vuole imprimere la mutevolezza del paesaggio della superfice del lago a metafora della mutevolezza dell'animo umano, come strati di memoria sedimentati.
Alejandro Capriles è il terzo artista che attaraverso la simbologia dell'acqua e del vento ci parla di memoria e di creatività. Egli sovrappone strati di vetro e colore in un frammentarsi caleidoscopico di emozioni e suggestioni, entriamo in un mondo fantastico, in cui veniamo rimbalzati di volta in volta come accade ai nostri pensieri e ai nostri stati d'animo dentro di noi.
GLI ARTISTI
ANGELA VAN DER KNAAP
L’artista è nata in una piccola cittadina tra L’Aia e Rotterdam nel 1979.
Formazione:
Nel 2000 si laurea presso la Willem de Koonig Art Academy a Rotterdam, con una tesi in belle Arti e Design.
Inizia poi a lavorare come design affiancodo la sua grande passione per l’arte.
Mostre Principali:
2009 - Mostra personale presso la Galery Oudeland, Lansingerland, HofBoerderij, Wateringen. Olanda
2008 - Mostra “De Salon II” a Naaldwijk in Olanda.
2007 - Mostra “Bril in de Kas” a Naalwijk, Olanda.
2007 - Mostra personale presso il Theatre de Naald a Naaldwijk,Olanda.
2005 - Hofboerderij a Wateringen, Olanda
2005 - Mostra personale, Exhibition, s- Gravenzande, Olanda
2005 - “Primitivism in Art”, presso la Vlaardingen Academi a Vlaardingen, Olanda
2004 - “art route” presso la Monster Academy a Naaldwijk, Olanda.
L’artista, la sua poetica e la mostra Shamal: vento creativo.
L’artista olandese è in grado di padroneggiare diverse tecniche pittoriche e diversi linguaggi espressivi, dal figuratico all’astratto più originale.
In mostra sono presenti lavori molto originali in cui atrattismo e figurazione di fondono in un equilibrio molto interessante.
Tavole dalle forme liquide e fluttuanti che rompono lo schema quadrangolare classico in cui si inseriscono figure, colori e gesti.
Anche in queste opere attraverso la simbologia dell’acqua che viene smossa e plasmata dal vento si parla di creatività e di idee, di nuovi modi di concepire la realtà di andare oltre gli schemi di divertire di fornirci spunti nuovi per pensare in maniere differenti senza delle direttici rettilinee predefinite.
MARY MANSEY
Nata ad Annecy nelle alpi francesi vive a Aix les Bains in Francia
Formazione:
Laureata all’Università di Grenoble dove riceve la qualifica in comunicazione “Arts- honorable mention.
Nel 2003 frequenta l’istituto di amministrazione di impresa IAE e ha ricevuto un MBA all’Università di Grenoble.
Riceve anche il primo premio in Comunicazione dell’Arte sempre dall’università di Grenoble nel 2005
Mostre Principali:
2009 - mostra presso la Artist’s Haven Gallery a Fort Lauderdale in Florida. USA
2009 - “Spring/Summer Show” presso American Juried Art Salon a Plano in Texas. USA
2009 - “Alterate States of Reality” presso la Agora Gallery, Chelsea New York. USA
2009 - mostra presso la Marziart International Gallery ad Amburgo in Germania
2009 - mostra presso la Art Raw Gallery a New York . USA
2008 - mostra presso la Infusion Gallery a Los Angeles, California . USA
2008 - Mostra collettiva della serie Antichi Palazzi “Il Leone Verde” organizzata da Camaver Kunsthaus international presso Palazzo Cesi ad Acquasparta, Italia.
2007 - “Tripping the Light Fantastic: The Fine Art Photography Exhibition” presso Agora Gallery, New York. USA
L’artista, la sua poetica e la mostra Shamal: vento creativo.
Mary Mansey si esprime attraverso l’uso della fotografia coadiuvata dalle nuove tecnologie digitali. L’acqua è l’elemento che più affascina questa artista, in quanto in continuo movimento sempre mutante nelle forme e nell’aspetto.
Le idee e la cretività agiscono sulla mente dell’uomo proprio come il vento agisce sulla superficie del mare.
Esso non è tangibile ma i suoi effetti lo sono e cambiano in continuazione. Le influenze di una idea si moltiplicano e si trasmutano in maniera infinita e difficilmente prevedibile, proprio come la creatività che è difficilmente controllabile.
Mary Mansey ricerca l’astrazione attraverso l’utilizzo di un mezzo molto realistico come la fotografia che riproduce fedelmente la realtà. Ma l’astrazione che questa straordinaria artista ricerca non è quella della natura o dei colori ma delle persone. Il loro stato interiore il moto ondoso che è insito in ogni individuo che non ne cambia l’aspetto e la consistenza ma l’animo, l’umore, la vita.
ALEJANDRO CAPRILES
L’artista nasce il 5 settembre 1955 a Monterey, California. Attualmente vive e lavora a Otricoli in provincia di Terni in Umbria.
Formazione:
1979-1983 Laurea (Bachelor of Science) in Orticoltura Ornamentale (Orchidologia) California State Polytechnic University, Pomona, California.
1976-1979 Laurea (Bachelor of Science) in Architettura Paesaggista
California State Polytechnic University, Pomona, California.
1974-1976 Matematica, Christ Church College, Oxford University, Oxford, UK.
1974 Maturità, Colegio San Ignacio de Loyola, Caracas, Venezuela.
Mostre Principali:
Galleria La Costarella, San Gimignano (SI), ottobre 2003, maggio 2004.
DotFiftyOne Gallery, Miami, USA, aprile 2005.
Farhad Re, Roma, dicembre 2005.
Palazzo Comunale, Amelia (TR), dicembre 2007.
L’artista, la sua poetica e la mostra Shamal: vento creativo.
L’artista propone delle opere molto particolari: delle istallazioni che sono connubio tra pittura e scultura.
Nelle “scatole” che l’artista produce ci troviamo di fronte a una sovrapposizioe di strati visivi che moltiplicano la visione in un caleidoscopio di forme e colori, allo stesso tempo confondendoci la vista.
Alejandro Caprile gioca con gli effetti di rifrazione e riflessione della luce attraverso i vetri che inserisce nelle sue composizioni, creando una sorta di astrazione naturale dello spazio virtuale creato con queste istallazioni.
Le opere esposte sono direttamente connesse con il tema del vento, e della memoria. Le immagini create tentano di simulare la sensazione che spesso si prova nel rivivere un ricordo passato, nebuloso e indefinito del quale è difficile afferrarne gli estremi.
Le emozioni vengono amplificate come in una esplosione di luce, i pensieri fluttano leggeri all’interno e attraverso lo spazio ricreato dall’artista.
In queste opere sono la creatività e la sensibilità dell’artrista ad essere mostrate e attraverso questo gioco caleidoscopico egli riesce ad affascinarci e sedurci calamitando il nostro sguardo e la nostra attenzione
Shamal - il vento creativo
COMUNICATO STAMPA
SHAMAL
il vento creativo
LUOGO: Sala Consiliare Comune di Baveno , Piazza Dante Alighieri, 14 - Baveno
PERIODO: 18 - 26 luglio 2006
ORARI: Tutti i giorni dalle 17.00 alle 22.00
CONTATTI: Tel. +393285930092 info@camaver.com www.camaver.com
PATROCINI: Regione Piemonte, Comune di Baveno, Distretto Turistico dei Laghi, Provincia del VCO, Fondazione Comunitaria
Shamal è il nome di un impetuoso vento estivo che spira nel golfo persico. Dai tempi più antichi esso è sempre stato considerato come un evento raro e portatore di cambiamenti. Shamal è il vento che accarezzando terre lontane ne mescola gli umori e ne confonde i suoni.
Quel vento d’oriente si presta a diventare il simbolo di questa mostra assurgendo a simbolo di creatività e di eccezionalità. L’accostamento simbolico ci permette di approfondire, in maniera semplice e accessibile, anche le minime sfaccettature dell’essere artista e del pensiero creativo, che spesso risulta inafferrabile, travolgente e spesso improvviso.
Lo scopo principale di questa esposizione è mettere a confronto realtà locali con esperienze internazionali, attraverso un viaggio sospinto dalla forza innovatrice e dalla carica di novità portate dallo Shamal.
Spesso ci si domanda come nasca un’opera d’arte: ebbene forse sgorga proprio come da un caos primordiale, dove idee e suggestioni esterne si mischiano in un movimento intricato e incontrollabile; una commistione in cui la sensibilità creativa come un alito di vento riesce a dare una direzione ben precisa e a modificare in qualche modo la realtà quotidiana.
Le idee, esattamente come il vento, non hanno forma materiale, non sono tangibili, eppure i loro effetti sulla realtà sono evidenti. A volte solo l’occhio dell’artista che è dotato di una sensibilità più spiccata riesce a carpire nuovi punti di vista e rielaborarli per renderli arte e raccontare qualcosa di nuovo. Da questo crogiolo d’artista nasce dunque qualcosa che agisce sulle menti e sulla sensibilità delle altre persone e lascia in loro un segno travolgente, proprio come la folata di un vento forte e invasivo che inevitabilmente porta a mutamenti, fuori e dentro ogni individuo.
Ciò che con la rassegna artistica di Baveno si tenta di comunicare è il fatto che la creatività, insieme a quella particolare sensibilità che gli artisti possiedono, è proprio come un refolo che imprevedibile soffia attraverso Paesi e i continenti, che influenza nelle più svariate forme altri artisti e persone comuni.
Verrà messo in mostra il pensiero artistico che come aria e vento non ha forma concreta e non può dunque essere corrotto; è una sorta di forza inattaccabile capace di mettere in luce i punti oscuri della nostra società o di spingerci verso mondi e dimensioni dove poter riflettere sull’uomo, sulla sua interiorità e sul suo rapporto con ciò che lo circonda.
L’aria è l’elemento su cui il vento agisce e il pensiero è il campo in cui agisce la creatività, che per l’artista diventa una sorta di respiro vitale, un’energia cosmica che diventa pensiero puro e immaginazione.
Non bisogna mai pensare che questo vento sia però un elemento lontano dalla realtà quotidiana o dalle persone come noi: così come l’aria, che è collegamento tra cielo e terra, così l’arte è solida giunzione tra spirito e materia e quindi è l’unico modo per sublimare gli impulsi materialistici dell’uomo.
Nelle più remote epoche il vento aveva una connessione importante con il divino e con il soprannaturale perché esso era manifestazione del volere degli Dei e ne rappresentava il principio del soffio vitale.
L’artista è dunque l’uomo pervaso da questo vento e da questa tensione creativa che è istinto naturale dell’umanità libera, il cui pensiero non deve e non può accettare costrizioni di sorta.
Questo vento oggi diventa comunicazione, flessibilità di pensiero e mutamento di pensiero in materia: è arte.

Antichi Palazzi: La Rivoluzione delle Idee
LA RIVOLUZIONE DELLE IDEE
Mostra d’Arte Contemporanea organizzata da Camaver Kunsthaus International
con il patrocinio del Comune di Acquasparta
Luogo: Ex Convento Chiesa di San Francesco
Via San Francesco - Acquasparta (TR)
Periodo: 13 giugno - 04 Luglio 2009
Orari: Lunedì - Sabato dalle 15.30 alle 19.30
Info: info@camaver.com
Tel. 3285930092 (Camaver) - 0744944811 (Comune Acquasparta)
www.camaver.com - blog.camaver.com
Una delle figure storiche più importanti che calcarono il suolo di Acquasparta, ma che fu una personalità di rilevanza mondiale fu senza dubbio Galileo Galileo.Nel 1609, quattrocento anni fa, lo scienziato italiano compiva le sue prime osservazioni che portarono a scoperte molto importanti e rivoluzionarie.
Scoperte, osservazioni e nascita di teorie che seppur fondamentali per il progresso della scienza e della società, causarono a Galileo tantissimi problemi e una vita che finì in solitudine e miseria.
Ad Acquasparta fu accolto con tutti gli onori e nell’Accademia dei Lincei le sue teorie trovarono terreno fertile e consenso; i suoi strumenti scientifici di osservazione vennero adottati per gli studi condotti a quel tempo dagli accademici.
Idee rivoluzionarie e sulla rivoluzione della terra, osservazioni di lati oscuri del cielo e di mondi inesplorati.
Da questi fatti e da questi concetti prende ispirazione la mostra che per il sesto anno Camaver Kunsthaus International organizza con il patrocinio del Comune di Acquasparta.
Una rassegna culturale che già nella sua collocazione materiale rappresenta una novità, infatti non verranno utilizzate le sale di Palazzo Cesi ma il nuovo spazio multi funzionale del Comune presso l’ex Convento della Chiesa di San Francesco, situato sul colle che domina tutta la cittadina.
L’artista è spesso considerato come una personalità molto rivoluzionaria all’interno della nostra società, capace di portare a galla una visione differente della realtà: scevra da quei condizionamenti che spesso ci vengono imposti o che ci auto imponiamo. L’artista, come lo scienziato osserva la realtà, ma i mezzi che utilizza non sono microscopi o telescopi ma i propri sensi, amplificati dalla propria sensibilità artistica, in grado di mettere in risalto aspetti nascosti della nostra realtà o semplicemente fornire punti di vista inconsueti che possano permetterci di riflettere secondo nuove prospettive sul mondo che ci circonda.
Rivoluzione come movimento, come un vento creativo che stravolge le coscienze e le sensibilità della gente, come energia che smuove tutto secondo una rotta imprevedibile secondo forze imponderabili.
In questa mostra è la cultura e l’arte in particolare che si vuole far circolare e farla entrare il più possibile nel vissuto quotidiano delle persone che ne possono trovare solamente giovamento e uno stimolo intellettuale.
La Rivoluzione, che da sempre è stata figlia della cultura e delle ideologie, è un termine che evoca sentimenti forti, quasi violenti, un cambiamento radicale. Le idee sono spesso le armi di questi cambiamenti, idee che spaventano come spaventano spesso le novità o i territori inesplorati.
Questo concetto di rivoluzione così come la figura di Galileo Galilei saranno gli elementi di ispirazione di questa mostra e che porterà artisti provenienti da tutto il mondo ad esprimersi in maniera libera avendo nella mente il percorso di questo personaggio storico.
Grazie a una attenta scelta delle opere d’arte realizzate da artisti provenienti da tutto il mondo, si cercherà di dar vita a un percorso artistico e esperienziale, che attraverso assonanze e contrasti darà l’opportunità allo spettatore di entrare in riflessioni affascinanti e forse non così scontate.
Si cercherà di dar vita a una piccola rivoluzione di pensiero e di portare alla mente dello spettatore il percorso dello scienziato Galilei e del travaglio interiore che ebbe a provare e che qui rivivremo attraverso il pathos poetico che ogni artista saprà infondere nelle proprie creazioni.

Vincitori Concorso
Anche se un po' in ritardo comunichiamo i vincitori del Premio del pubblico riguardanti la mostra della serie Antichi Palazzi :"il Leone Verde alla ricerca del sè creativo"
L'artista più votata è risultata essere Mia Tavonatti
Il fortunato estratto a sorte è stato il sig. Claudio Rinaldi di Terni che si aggiudica così una opera d'arte messa in palio da Camaver Kunsthaus International.
We want to communicate the winner of the "pubblic award" concerning the exhibition "the Green Lion"
The artist with more preferences was Mia Tavonatti
and the person who wins an artworks is Claudio Rnaldi from Terni.
Thanks to everybody to partecipate
Leone Verde: Ottava Sala
Nella ottova e ultima sala della mostra troviamo un solo artista con opere sia pittoree che scultoree: il rumeno Liviu Epuras.
Nell'atmosfera di questo luminoso studio di Federico Cesi troviamo opere molto colte e raffinate. Il mito , con le sue simbologie e i suoi archetipi diventa un metodo per lancioare dei messaggi e per creare un momento di riflessione per lo spettatore. L'oro, la perfezione e l'astrazione reso luminoso e brillante dalla luce, era l'obiettivo ultimo degli alchimisti, il percorso di trasformazione e di crescita che giunge a compimento. Il mito che secondo gli alchimisti era un mezzo molto buono per spiegare la complessità della natura e dei suoi fenomeni che all'epoca apparivano inspiegabili e metafisici.

Liviu Epuras
Nasce a Constanta, in Romania, il 18 agosto 1981
Formazione:
2006-2004 Master studies in Visual Arts (Art Murala Department)
2004-2000 Diploma in Visual Arts presso la National Univerity of Arts Bucharest (Art Murala Department)
2000-1996 Highschool of Fine Arts Constanta,Romania
Mostre Principali:
2007 - “Artists from Bucharest Born in Moldova and Dobrogea”, Orizont Gallery, Bucharest, Romania
- “The Art in the Public Space”, Group exhibition at Caminul Artei Etaj Gallery, Bucharest, Romania
2006 - Group exhibition at The Romanian Cultural Institute in Budapest
- Master graduants exhibition at Caminul Artei Etaj Gallery, Bucharest, Romania
- Group exhibition at Clarion Collection Hotel, Copenhagen, Denmark
2004 - National University of Arts graduants exhibition at Etaj _ Gallery, Bucharest, Romania
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L'artista lavora in maniera molto suggestiva utilizzando diversi materiali combinandoli assieme: sculture, disegni , installazioni e assemblaggi concorrono tutti quanti a creare delle opere molto evocative.
L'artista definisce i suoi lavori Archeologie, memorie contemporanee di sentimenti dimenticati trattati attraverso archetipi tipici della nostra cultura.
L'artista è connesso al tema della mostra nella maniera di trattare la mitologia.
Il mito, secondo gli alchimisti, rappresentava una buona spiegazione del mondo e dei suoi fenomeni naturali. Non a caso molte delle storie mitologiche raccontano di esseri trasformati in pietra o in roccia conservando dentro di sè un'anima pulsante
I lavori di Liviu Epuras ci raccontano quindi delle storie attraverso simboli ermetici carichi di molteplici significati, utilizzando il nostro background culturale per farci riflettere sul nostro presente.
Leone Verde: settima sala
Nella Settima sala della mostra il Leone Verde troviamo le artiste: Pilar Perez Prado e Lisa C. Soto.
La sala che anticamente ospitava l'archivio ora è riempito dalle opere di queste due artiste, tra le più raffinate e dal linguaggio ermetico di tutta la mostra.
Con le opere di Lisa Soto, ci si ricollega al processo di trasformazione insito nel tema della mostra, questa voltà però l'artista porta avanti il suo processo creativo e la sua poetica attraverso il viaggio e alle cartine (più della memoria che geografiche) che lei stessa assembla utilizzando fragili carte sovrapponibili. Le altre tele presenti sono le splendide astrazioni di Pilar Perez Prado, codici matematici, emozioni criptate in cui solo il colore ci dona dei momenti di straordinaria bellezza pur nell'estremo rigore compositivo.
SCHEDE ARTISTI
Lisa C. Soto
Nata in Los Angeles, vive attualmente a New York.
Formazione:
1996-1997 Amsterdams Instituut voor Schilderkunst, Amsterdam, Netherlands
1993 Alliançe Français, Paris, France
1992 Si laurea all’Università dell’arizona, Tucson, AZ
Mostre Principali:
2007 - "Postcards from the Edge", James Cohan Gallery, New York, NY
- "Jamaica Flux: Workspaces & Windows", Jamaica Center for the Arts, Queens, NY
- "Aljira Emerge 8 Exhibition", Aljira Center for Contemporary Art, Newark, NJ
2006 - "Peer Pressure", Allen Sheppard Gallery, NY, NY
- "Chimaera", Tenri Cultural Center, NY, NY
2005 - "From the Artist's Studio: Wish You Were Here", The Livingroom, Miami,
- “AER", Altos de Chavon Gallery, La Romana, Dominican Republic
- "EarthWorks Now", Desert Nature Museum, Yucca Valley, CA
- "New Art 2005", MPG Contemporary, Boston, MA (curated by Linda No
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
Le opere di Lisa Soto sono dei viaggi attraverso elementi culturali, oggetti, animali, vegetazioni interpretati attraverso lenti di occhiali colorate dalle emozioni dell'artista, dalle sensazioni provate in un determinato luogo o situazione.
Sono mappe, ma non di quelle geografiche: personali, che conducono verso un mondo di comprensione interiore molto affascinante. Le tecniche sono istintive, spontanee ma allo stesso tempo originali e innovative.
L'artista è connessa con il tema della mostra in maniera abbastanza indiretta, ma anche quello degli alchimisti nei loro studi era un percorso di trasformazione fatto di esperienze empiriche e soggettive, più vicine all'esperienza straordinaria che non a quella scientifica. Lo stesso appare nei quadri della Soto, mappe soggettive di un mondo che può appartenere a tutti ma che per ognuno ha sfumature leggermente diverse, diversamente affascinanti.
Pilar Perez Prado
Nata nel 1973 in Spagna
Formazione:
1968 - Libera Scuola d’Arte, Helsinki, Finlandia.
1969 - 1972 Istituto di Industrial Arts , Helsinki Finlandia
Mostre Principali:
Personali:
2006 - Espacio Kubiko Gallery, Madrid, Spagna
2005 - ArteFama, Almeria, Spagna
- Virtuart, Barcellona, Spagna
2004 - XIV Edition Feria Mercado de los Artistas, Madrid, Spagna
2003 - International Prize of Contemporary Art of San Crispino, Italia
- Mostra Internazionale d’Arte Contemporánea ‘Culture a confronto’ , Trani, Italia
- International exhibition of contemporary art ‘Corpo, Segno, Superficie’,
Ferrara, Italy
- II Biennale Internazionale of contemporary art of Barletta, Bari, Italy
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L'artista presenta delle opere che possono essere catalogate sotto l'arte astratta e concettuale, in particolare assistiamo a opere dal forte razionalismo compositivo e cromatico.
I lavori appaiono perfettamente equilibrati frutto di un grande ordine stilistico e compositivo, in cui anche il dinamismo è molto interessante e incalzante.
Le opere appaiono molto collegate al tema dell'esposizione che vede come ispiratore principale Giovan Battista della Porta e i suoi studi. Già nel 1584 egli pubblico un innovativo trattato di crittografia e spesso l'arte astratta come quella proposta da Pilar Perez Prado appare come un codice recondito. Effettivamente tali opere altro non sono che una sintesi ai minimi termini di un linguaggio personale che in questo caso viene esternato in maniera ermetica in cui forma e colore.Il mondo in cui queste due si combinano determinano dei valori precisi, che è possibile intelleggere e farsi in questo modo coinvolgere, ma che si possono comprendere solo se si possiede la giusta chiave per decifrarli.
Leone Verde: sesta sala
Nella sesta sala della mostra troviamo altri tre artisti e introduciamo una nuova tematica.
Giovan Battista della Porta nel 1584 riportava nei sui scritti ilo funzionamento della camera obscura, diffondendo quindi questo ritrovato della tecnica che diventerà nei secoli la macchina fotografica.
In queste sala troviamo quindi le foto dell'artista Mary Mansey, in cui ritroviamo la concettualità presente in opere di arti artisti della mostra, come Alessadro Consonni, Maciej Gador, Andrei Dobos e altri. La natura, l'acqua e i suoi riflessi sono quasi astrazioni dell'emotività dell'artista che trasfigura i soggetti per renderli personali e per comunicarci la propria interiorità. Anche Benjamin Vasserman lavoroo nell'ambito della fotografia, ma in questo caso le tematiche sono diverse. le sue rappresentazioni sembrano quasi delle costruzioni utopiche, un po' come le teorie degloi alchimisti alla ricerca della pietra filosofale in grado di trasformare tutto in oro e di avvicinarsi alla perfezione.
Infine ci sono gli oggetti di Tonie Van Marle, anch'essi assemblamenti di parti oggetti recuperati e ricombinati per diventare qualcosa di nuovo e prezioso. Essi rappresentano quel percorso di trasformazione verso la perfezione perseguito dagli alchimisti.
SCHEDE ARTISTI
Mary Mansey
Il suo vero nome è Veronica Basset, vive attualmente ad Aix les Bains in Francia
Formazione:
2005 - School of Business, (Institut díAdministration des Entreprises), Grenoble France
L’artista ha un background di grafica e conoscenze avanzate in comunicazione a tutti i livelli
Mostre Principali:
L’artista è rappresentata dalla galleria AGORA GALLERY di Chelsea nello stato di New York (USA)
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L'artista lavora in ambito fotografico. La serie di lavori esposti nella mostra rappresenta dei paesaggi molto particolari in cui l'attenzione non è posta tanto su ciò che viene raffigurato ma su come l'artista interpreta ciò che vede attraverso le inquadrature e la luce.
Anche la fotografia come pittura e scultura può essere fortemente espressiva. Mary Mansey così come altri artisti presenti in mostra riflette le proprie emozioni nella natura, l'acqua e le sue onde diventano uno specchio distorto dai sentimenti dell'artista e dai propri ricordi. Le fotografie assumono quindi una valenza quasi astratta, ma anche fantastica grazie ad un utilizzo particolare della luce.
La connessione di queste opere con il tema della mostra è nella riflessione sulla natura e nella tecnica artistica utilizzata.Gian Battista Della Porta a Cui si ispira questa mostra già nel 1584 riposrtava degli studi sulla camera oscura descrivendone il funzionamento e le caratteristiche, l'antenato più antico della macchina fotografica.
Tonie van Marle
L’artista vive e lavora ad Amsterdam nei Paesi Bassi.
Formazione:
Ha frequentato l’Istituto Artistico AKI in Olanda e in seguito ha studiato Letterature Anglo-irlandesi ad Amsterdam e a Dublino. Attualmente si occupa di arte e letterature ed è partecipe in varie organizzazioni artistiche.
Mostre Principali:
2007 - Mostra colletiva di carattere internazione, “Antichi Palazzi - Coelvm” organizzata da Camaver Kunsthaus presso Palazzo Cesi, Acquasparta, Terni
2006 - “Terra per uomini liberi” Antichi Palazzi, Palazzo Martinengo, Sondrio
- “153 children’s boxes”, Verkuno, Koetshuis Mensinge, Roden (NL)
- Mostra inaugurale della galleria Camaver Kunsthaus di Simona Cao, Sondrio
- “Kijk op de Wijk- Kunst in het Westerpark”, Art in Westerpark, Haarlemmerwerg, Amsterdam (NL)
- Mostra personale SVB (Social Insurance Bank), Van Heuven Goedhartlaan 1, Amstelveen
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L’artista Olandese alla sua quarta partecipazione alla rassegna di arte contemporanea di Acquasparta presenta una serie di piccole creazioni, degli oggetti gioiello realizzati con materiali di recupero: pezzi di computer, di vecchi orologi e altro.
Il processo creativo di queste opere come di altre opere di questa artista consiste nel trasformare gli oggetti con cui entra in contatto facendoli evolvere in qualcosa si nuovo apportando minime modifiche, accostandoli ad altri, ma soprattutto caricandoli di valenze differenti.
E’ proprio per questo processo di trasformazione molto creativo che l’artista è stata scelta per fare parte della rassegna, anche gli alchimisti partivano da elementi base e poveri, come il ferro, il piombo, il mercurio o lo stagno e li raffinavano, li mischiavano, li sottoponevano a strani e complicati processi, o fasi evolutive con lo scopo ultimo di renderli perfetti. Un po’ come fa Tonie Van Marle in un senso più estetico.
Benjamin Vasserman
Nato nel 1949 in Estonia
Formazione:
1979 Estonian Academy of Art (graphic art)
Mostre Principali:
Personali:
2003 - Gallery Haus, Tallinn, Estonia
2001 - Gallery of Embassy of Estonia, Riga, Latvia
1998 - House of Holy Spirit, Randers, Denmark; Gallery La Galerie Passage, Tallinn, Estonia
Collettive più recenti:
2008 - Artoteque.com Online Annual of Contemporary Art 2 ART TIME 2008, London, United Kingdom
- Artoteque.com Online Global Art Annual 3 ART NOW 2008, London, United Kingdom
- 7th Lessedra World Art Print Annual ñ Mini-Print 2008, Sofia, Bulgaria
2007 - USM International Print Exhibition 2007, Penang, Malaysia
- USM International Print Exhibition 2007, Hatyai, Thailand
- European Masters of Modern Art 2007 (EMMA 2007), Burgau, Austria
- Penang International Art Festival 2007, Malaysia
- Artoteque.com Online Global Art Annual 2 ART NOW 2007, London, United Kingdom
- 4th International Engraving Biennial - Douro 2007, Alijo, Portugal
- Seoul International Print, Photo & Edition Works Art Fair SIPA 2007, Korea
L’artista la sua poetica e la mostra Leone Verde
Le opere di Vasserman sono delle elaborazioni fotagrafiche digitali, ritorna ancora la fotografia in questa mostra, questa volta coaudiuvata dalle nuove tecnologie, come nuovo ed inesplorato era il campo d’azione degli alchimisti e dei Lincei.
L’artista crea delle composizioni che sembrano frutto di calcoli matematici, delle opere che indagano misteri reconditi, formule per raggiungere risultati prodigiosi, come il sintetizzare della mitica pietra filosofale.
Opere molto suggestive ed elaborate in cui tecnica, creatività, raffinatezza delle forme contribuiscono ad offrire un momento di riflessione culturale allo spettatore.
Benjamin Vasserman può a buon diritto essere considerato un novello alchimista e forse il loro ruolo è stato proprio raccolto dagli artisti, cioè indagare non solo nella natura ma anche oltre, in territori quasi inesplorati.
Leone Verde: quinta sala
La quinta sala della mostra presenta esclusivamente opere figurative. Ritroviamo una tela di Vilna van den Heuvel forse la più toccante e intensa. Anche le tele di un'altra artista , Sibylle Will, si agganciano al tema della mostra nel concetto espresso negli studi fisiognomici di Giovan Battista Della Porta. L'artista appare interessata a rappresentare l'interiorità dei suoi personaggi attraverso l'espressività e le linee deformata dei corpi. L'altra artista presente in questa sala è Mia Tavonatti con grandi tele dal realismo quasi fotografico. L'artista gioca con la seduzione, con il corpo, con le atmosfere sospese, oniriche quasi metafisiche. C'è molto dietro a queste opere che sembrano essere più enigmatiche e difficili da interpretare, anche se pare evidente il processo di interiorizzazione delle energie del leone verde, ma quale sarà la via giusta per esternarle?
SCHEDE ARTISTI

Mia Tavonatti
L’artista dopo essersi costruita un notevole bagaglio di esperienze tra viaggi, avventure, esplorazioni spirituali e creazioni artistiche risiede attualmente a Conca dei Marini, in provincia di Firenze.
Formazione:
1992 Master of Fine Arts degree in Illustration alla California State University, Long Beach, CA
1991 Bachelor of Fine Arts degree in Illustration, California State University,
Long Beach, CA
1990 Parsons School of Design, Paris, France
1990 The Academie Port Royal, Paris, France
Sorbonne, Paris, France
Mostre Principali:
2007 - “Svelata”, Museo degli Arsenale, Amalfi, Italia
2006 - Pentagon, Washington, DC
- Bolling Air Force Base, Washington, DC
- Darkness, J Flynn Gallery, Costa Mesa, CA
- Edinger Gallery, Laguna Beach, CA
- Florence Gallery, Florence, Italy
- Heusso Gallery, Palm Springs, CA
2005 - Edinger Gallery, Laguna Beach, CA
- Peter Blake Gallery, Laguna Beach, CA
L’artista la sua poetica e la mostra “Il Leone Verde”
L'artista lavora nell'ambito della figurazione più tradizionale con risultati molto sorprendenti in realismo della figura.
Figure di donne ricoperte da veli o lenzuola: dormienti o in dormiveglia immerse in una dimensione liquida quasi onirica sospese tra due mondi forse tra cosciente e incosciente.
Il panneggio che a volte diventa quasi una seconda pelle, richiama alla mente qualcosa che queste figure non riescono a scrollarsi di dosso, un disagio o forse un impedimenti di qualche tipo.
La connessione di queste opere con il tema della rassegna è nella ricerca del sè creativo: di quella energia particolare che è dentro di noi, ma che è difficile afferrare e fare propria. Forse come nella effige classica del leone verde serve un atto di potenza quasi violento, una azione decisa di accettazione ed evoluzione che le figure in queste opere non riesco a fare: sopite o sospese in un limbo abitato solo dalla loro essenza e dai loro pensieri, in cui traspare una luce quasi trascendentale (il sole) che potrebbe indicare la via d'uscita.

Sibylle Will
Nata a Offenbach am Main in Germania nel 1963
Formazione:
2003-2007 Academy of Fine Arts Nurtingen
2002-2006 European Academy of Fine Arts Trier
Mostre Principali:
L’artista ha recentemente riscosso grande successo con le due mostre personali:
2008 - Mostra collettiva “8dieSteige”
2008 - Mostra perssonale presso la galleria Civica di Geislingen , Germania
2007 - Mostra personale presso Metzgalerie, Coblenza, Germania
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L’artista lavore nell’ambito della figurazione e in mostra sono presenti diverse opere dalla forte valenza espressiva. Sibylle Will stessa dichiara di essere più interessata all’aspetto emotivo che le sue figure possono trasmettere, non è importante l’ambientazione e nemmeno la valenza estetica che possono, al contrario, essere di intralcio per il livello di comunicazione che l’artista propone.
Ancora una volta la fisiognomica di Della Porta trova un parallelismo con un’ artista ma forse in questa serie di lavori c’è qualcosa di più. La Will è alla ricerca quasi ossessiva del dominio dell’energia spirituale che si manifesta attraverso esperienze corporee, spesso come un malessere, essa di spinge non nel cuore della terra per trovare la medicina a tali mali, ma nel profondo dell’animo. Forse non si arriva a una risposta definitiva ma le rappresentazioni grafiche corrispondo a un certo pensiero a dei concetti precisi che inevitabilmente vengono mischiati a delle emozioni forti..
Questa artista come molti altri presenti in mostra compie un processo di interiorizzazione per portare alla luce un messaggio che possa essere spunto di riflessione per lo spettatore.
Il Leone Verde: Quarta Sala
Nella quarta sala della mostra si affrontano tematiche che riguardano l'introspezione psicologica dell'uomo, e ci si allaccia a una delle conoscenze di Gian Battista Della Porta.
Il leone verde rappresenta una energia creativa slegata dalla razionalità, che appare come puro istinto, e questa forza viene rappresentata molto bene dalle opere di Anja Nielsen e Andrei Dobos. La prima mostrandoci un universo interiore in cui le forze e gli equilibri sono in continuo constrasto, Dobos ci propone delle riflessioni attraverso delle immagini allegoriche. Appare in queste opere un velo che ritroveremo più avanti e che divide la realtà comune e quella del Leone Verde.
Wilna Van Den Heuvel oltre ad approfonire i temi appena citati si ricollega con gli studi di fisiognomica di Giovan Battista Della Porta, in cui i volti altro che non sono che un diaro che racconta in maniera spospontanea la vita di un uomo.
SCHEDE ARTISTI:
Wilna van den Heuvel
Nata a Oisterwijk in Olanda
Formazione:
Nel 1996 l’artista si è diplomata alla New Academy di Utrecht
Mostre Principali:
Mostra Permanente alla galleria di Oisterwijk (Olanda)
2008 - “De Markgraaf”, Kalmhout, Belgio
2007 - Biennakle di Firenze, Firenze, Italia
2004 - Grand CafÈ Gallery, Panningen
2002-03 - The 'Geestgronden' in Harlem, the Netherlands
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
Wilna van den Heuvel è un’artista eclettica che riesce a mixare in maniera sapiente stili e temi diversi.
Il materiale, la pittura e il supporto sono molto importanti per l’artista, nel realizzare i suoi lavori ella mette in modo il proprio inconscio lasciando il proprio corpo libero di obbedire al proprio istinto. Le opere sono in divenire e si definiscono per strati, il tempo diventa quindi un elemento essenziale per l’artista in quanto permette all’artista di arrichire la composizione con strati di pittura (che magari poi vengono tolti) o con materiali recuperati.
L’artista si spoglia di ogni costruzione, si spoglia di tutto per agire come un bambino in maniera naturale e spontanea, osservando e sperimentando.
Le opere diventano così valori assoluti da riempire, ciuascuno, con un proprio significato personale.
Il tema delle opere presentate è l’uomo e la sua fragilità, la sua vulnerabilità, tratti di personalità che traspaiono dal segno. Sta proprio qui la connessione con il tema della mostra e con gli studi di fisiognomica del Della Porta, disciplina in cui si teorizzava che a caratteristiche del volto, a somiglianze con tratti animali corrispondessero delle caratteristiche morale e caratteriali della persona.
Per la Van Den Heuvel il volto forse è un foglio con scritta la storia dell’ uomo, il proprio vissuto e i propri sentimenti.
Andrei Dobos
Nato a Bacau in Romania il 28 maggio 1984, attualmente studia a Bucarest
Formazione:
Corso di pittura tenuto da veronica Calin presso il Pupil’s Club, Bacau.
Diplomato presso la Scuola d’arte “Gh. Apostu” , Bacau.
Sta tuttora svolgendo i suoi studi presso l’Accademia di architettura di Bucharest.
Mostre Principali:
- Esposizione di gruppo presso la “Hall of Gh Asachi”, Iasi - Romania (1998)
- Esposizione personale presso il Lagoon Café, Cluj - Romania (1999)
- “Exhibition Hall of Art Faculty”, Pontevedra - Spagna (2000)
- Premiato alla “Arts Alliance” Galleries, CluJ - Romania (2000)
- Esposizioni collettive presso la galleria Camaver di Lecco e successivamente nella mostra del programma di Antichi Palazzi ad Acquasparta (Tr) (2005)
- Esposizione collettiva nella mostra di Antichi palazzi ad Acquasparta e successivamente nella nuova sede di Sondrio della camaver Kunsthaus. (2006)
- Mostra presso Big Square, Sibiu - Romania (2007)
- Mostra collettiva “Antichi Palazzi: COELVM” organizzata da CaMaver Kunsthaus International presso Palazzo Cesi ad Acquasparta , Terni.
- Mostra personale presso la galleria Camaver Kunsthaus di simona Cao a Sondrio
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L’artista presenta in mostra delle piccole tele a olio realizzate con la sua personale tecnica che nel corso degli anni e delle esperienze si è andata raffinando.
Questo artista ci presenta delle immagini criptiche dal forte valore simbolico in cui la forma assume un valore secondario rispetto all’emotività e al simbolismo che racchiude.
Scene di vita quotidiana a metà strada tra sogno e realtà, tra speranza e fantasia e crudezza.
Il pathos appare accresciuto in questi ultimi lavori anche dalla sovrapposizione di elementi che rendono meno leggibile la composizione.
Dobos si concentra su quello che gli alchimisti consideravamo il quinto elemento: l’uomo. In questo caso egli interpreta pienamente, in questi quadri, il concetto di sè creativo, non mediato dall’intelletto ma istinto messo in atto liberamente.
Anja Etwal-Nielsen
L’artista vive e lavora a Frederiksvaerk, in Danimarca.
Formazione:
L’artista ha una formazione artistica autodidatta.
Mostre Principali:
2008 - Gallery Folio, Copenaghen
- Gallery GAL, Fraedericksvaerk, Danimarca
2007 - Galery Sala Barna, Barcellona, Spagna
- Fiera del Libro di Francoforte, Francoforte,Germania
- Gallery Folio, Copenhagen, Danimarca
- Gallery GAL, Frederiksvaerk, Danimarca
- EU-Art museum, Malmö, Svezia
- Gallery GAL, Frederiksvaerk, September 2007
- Terma A/S, Herlev Denmark, October 2007
2006 - Gallery Sala Barna, Barcellona, Spagna
- Ancient Palaces Exhibition, Aquasparta, Italia
- Fiera del Libro di Francoforte, Francoforte, Germania
L’artista la sua poetica e la mostra “Il Leone Verde”
L'artista presenta delle opere a olio su tela dal formato contenuto. Lo stile spesso naiv permette alla Nielsen di poter esprimere in piena libertà la propria espressività gioiosa. I colori sono essenziali e gli accostamenti discreti, tutti elementi che concorrono a rendere godibile l'opera.
Senza alcun dubbio va apprezzata la valenza estetica e decorativa di questi quadri.
La connessione con il tema della mostra, è la ricerca verso la comprensione del significato di questa forza impersonata dal leone verde e il suo rapporto con l'animo umano.
Questa energia per l'artista sembra che derivi dall'animo dell'uomo da un io psicologico profondo e nascosto, spesso oscuro, è una forza potente e passionale in contrasto con una delicatezza e impalpabilità.
Leone Verde: terza sala
Nella terza sala del palazzo troviamo tre artisti che ci permettono di prendere in analisi un'altro aspetto legato al tema della mostra.
Una delle simbologie rappresentate dal Leone Verde, le trasformazioni che avvengono nel profondo della terra nei metalli. Il VITRIOL (acronimo di un motto latino che in Italiano suona : "visita l'interno della terra e rettificando troverai la pietra nascosta", cioè la medicina). Questa ricerca degli alchimisti era quella della pietra filosofale, dell'elisir di lunga vita, una ricerca di perfezione che arriva attraverso diversi stadi di trasformazione fisica.
Ma nel caso della mostra la trasformazione è anche spirituale e interiore, una ricerca della conoscenza dell'io più profondo di pulsioni emotive e di un ordine personale.
Questi concetti così sintetizzati trovano rappresentazione artistica nelle stupende opere di:
Charlotte Farhup Ohrt, Ruud Brinks e Tatjana Woitynek.
SCHEDE ARTISTI
Charlotte Farhup Ohrt
Nata a Copenhagen in Danimarca nel 1969.
Formazione:
L’artista ha lavorato come giornalista per giornali, riviste e per la Televisione nella sua terra di origine. Inoltre è stata una ballerina professionista e istruttrice di danza in Italia a Firenze.
Per quanto riguarda la pittura Charlotte è una autodidatta, la cui espereienza e manualità è cresciuta con il tempo, arrivando a vincere il premio come artista dell’anno della cittadina di Herlev in Danimarca.
Mostre Recenti:
2008 - Lyngby Private Skole Lyngby Hovedgade, Lyngby (Danimarca)
- SCA Hygiene Products A/S Gydevang , Aler (Danimarca)
- Albertslund Kommunale Kunstforening Albertslund RÂdhus, Albertslund
2007 - Artville Copenhagen (Stand nr. 17) Tappehallerne, Hellerup (Danimarca)
- A/S Dampskibsselskabet Torm Tuborg Havnevej, Hellerup
- William Cook Europe Sandet 6, 4632 BjÊverskov
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
Le opere dell’artista risaltano per la grande matericità e per l’uso dei materiali diversi, per una gestualità potente.
Sono opere informali che partendo da pochi elementi base si sviluppano secondo linee compositive circolari e sinuose, oppure attraverso uno schematismo più semplice e significativo.
Le tinte usate sono terrose, e naturali, come se l’artista cerchi di scavare nelle profondità della terra alla ricerca delle enrgie che smuovono l’animo umano e tutte le altre creature viventi, nello stesso modo degli alchimisti alla e sintetizzato nel motto VITRIOL.
Charlotte Farhup Ohrt sembra alla ricerca della pietra nascosta, che forse per lei è l’anima come concetto generale allargato al tutto. Analizzare, plasmare capire le forme e carpire l’energia per raggiungere alla fine una sintesi compositiva, che in questi lavori è a volte prorompente, a volte intimistica, toccante e suggestiva.
Un viaggio alla ricerca del sè creativo.
Ruud Brinks
Nato nel 1978, vive e lavora a Hengelo nei Paesi Bassi
Formazione:
L’artista ha un grande atelier dove giorno dopo giorno sviluppa la sua tecnica pittorica in maniera libera e incondizionata.
Mostre Principali:
L’artista ha esposto nelle seguenti gallerie:
Galerie de Pook, Hengelo
Galerie de Pook, Delden
MST, Enschede (overheid)
Best Western, Hengelo
Camaver Kunsthaus, Italia
Stark Gallery, Londra
Gallery Gora, Montreal
Galerie en kunstuitleen Barendrecht
Galerie en kunstuitleen Weert
ArtOlive Amsterdam (Westergasfabriek)
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L'artista dipinge la materia, le opere non sono da considerarsi materiche ma rappresentazioni di massa e sostanza che diventa appunto materia plasmabile sotto la volontà dell'artista.
L'artista trova il controllo della propria creatività liberando le energie che diventano spatolate di colori terrosi, arrivando a una sintesi di equilibrio e forza che è ben evidente nei suoi lavori.
La connessione con il tema della mostra sta proprio nel mistero alchemico che trasformava i metalli in leghe nuove e dalle proprietà differenti (Il VITRIOL), i colori e le atmosfere sono quelle di un crogiolodi emozioni disordinate e sfumate che grazie alla guida dell'artista prendono forma in una composizione molto forte ed espressiva, ma con una raffinatezza particolare.
Woitynek Tatjana
Nata a Cologne in Germania nel 1962
Formazione:
L’artista studia Interior Design all’Università di Scienze Applicate a Rosenheim in Germania, si laurea nel 1983.
Mostre Principali:
2008 - Celeste Kunstpreis, Germania
2007 - State Parliament of Bavaria /Maximilianeum, Munich
- Museum Haus Martfeld, Schwelm/Wuppertal, Germany
2005 - Hanfstaenglhaus, Munich
- Exhibition "Light", City of Miesbach, Germany
- Galerie art.thiess, Munich
2004 -Gmundart
-Galerie Hyna, Rottach-Egern, Germany
-Fremantle Arts Centre, WA, Australia
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L’artista tedesca propone diverse opere ralizzate con una tecnica personalissima in cui le mischie di colore e materiali dall’aspetto molto materico ben si sposano con il rigore formale razionalistico.
Sembra che l’intento sia quello di lavorare per contrasti per contrapporre atmosfere e sensazioni agli antipodi, ma spesso il contrasto sembra accrescere l’atmosfera creata.
Queste opere sono state selezionate per la mostra Leone Verde per il loro valore materico, come se l’artista fosse maggiormente interessata alla consistenza che non al risultato estetico finale. Lo studio continuo che è evidente in questi lavori accomuna l’artista agli accademici Lincei e agli alchimisti.
Messaggi criptici sono quelli della Woitynek, in cui colore e forma si reggono su sottili equilibri quasi matematici.
Un’artista affascinante e raffinata che saprà incantare il pubblico della mostra
Leone Verde: seconda sala
Nella seconda sala la mostra continua con tre artisti e le loro relative opere connesse con gli artisti della sala precedente.Qui troviamo: Hubert Cance, Afroditi Psoini e Maciej Gador.
Le opere di Cance richiamano alla mante le energie totemiche sintetizzate negli sguardi di grandi felini, dobbiamo pensare alla grande suggestione che questi grandi animali provocano nell'uomo e diventa quasi naturale traslare in loro l'essenza di a energia presente in natura ma potente e strabiliante.
Maciej Gador si rifugia nel mondo fantastico per trovare questa forza, essa è quella che fa crescere rami, fiori, frutti che forse altro non sono che la rappresentazione dell'energia creativa delle idee.
Afroditi Psouni invece sembra volerci dire che esiste un solo tipo di energia che pervde il tutto, essa scorre attraverso l'uomo, la sua mente le sue idee le sue passioni , continua nel cielo, nella terra, in mezzo alle città fino a raggiungere l'universo e forse Dio: risolutore del mistero che pervade il Leone Verde e ciò che esso rappresenta.
SCHEDE ARTISTI:
Hubert Cance
Nato nel 1962 vive attualmente in Francia a Aurillac
Formazione:
Artista autodidatta che ha lavorato come free lance in diverse parti del mondo soprattutto in Francia e Irlanda.
Stabilitosi in Francia si è dedicato completamente alla scrittura e alla pittura a tempo pieno.
Mostre Principali:
2007 - Mostra Personale “Pathway to perception” alla Agora Gallery - Francia
2007 - Diploma di Eccellenza (Honorable Award) online Global Art Annual per l’opera “White Tiger”
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L'artista rappresenta sulle sue tele gli sguardi di grandi felini e animali feroci, fornendoci solamente pochi elementi, come gli occhi delle macchie o semplicemnte un colore di fondo per definire la figura.
In maniera quasi automatica lo spettatore riesce a ricostruire i tratti mancanti di questa rappresentazioni animali dai toni surrealistici, e metafisici.
Cance in questa maniera utilizza gli animali come degli archetipi o dei totem dai quali cerca di estrarre una certa forza mistica. Proprio questa energia difficilmente esplicabile con le parole è la forza rappresentata dal Leone Verde.
Solo lasciandoci ipnotizzare da questi sguardi profondi riusciremo ad estraniarci dalla realtà per cercare dentro di noi questa sbalordente forza creativa ed evolutiva
Afroditi Psouni
Nasce ad Hania, in Grecia, nel 1958.
Formazione:
Dopo vari studi sulle differenti tecniche artistiche ha realizzato la sua prima mostra nel 1987 nella galleria “Zygos” in Grecia.
Mostre Principali:
L’artista è attiva con mostre a livello nazionale e locale in Grecia
Tutte le sue opere sono visibili e acquistabili anche sul web tramite un blog molto attivo e visitato.
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
Afroditi Psouni è una artista molto eclettica in gradi di produrre risultati sorprendenti, passando dal disegno, alla china all’olio, padrona di un linguaggio personale in grado di comunicare attraverso un gesto segnico distintivo e una trattazione del colore alla maniera fauve superandosi nella trattazione della luce.
In mostra l’artista presenta un trittico molto interessante in cui viene rappresentato, l’uomo, la società, l’universo arrivando fino alla dimensione spirituale. Una sorta di racconto che più che rappresentare qualcosa vuole analizzare l’energia che percorre e che lega questi elementi.
Si tratta forse dell’energia del Leone Verde o forse qualcosa di più ampio di maggiormente complesso ma che unisce tutto, una teoria che si ricolegga agli alchimisti e agli scienziati che in un certo senso naquesro con l’accademia dei Lincei e Galileo Galilei
Maciej Gador
Nata a Pulawy (Polonia) nel 1972
Formazione:
1995 - Institute of Bringing Artistic UMCS Lublin, Polonia
Mostre Principali:
Personali:
2008 - Ico Gallery (NYC)
- Marziart Gallery (Hamburg)
1994-96 - Pulawy (POK "House of the Chemist"),
- Lublin (Gallery of the NN Theatre)
- Chelm (KMPiK)
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
Le opere di Maciej Gador sono a stampe molto raffinate e oli su tela che denotano una grande capacità comunicativa ed evocativa dell'artista nonchè una buonissima tecnica realizzativa.
L'artista sembra pescare in un mondo fantastico e fiabesco portando alla luce personaggi che appaiono come impersonificazioni di spiriti della natura o esseri dalla lontana discendente mitologica.
La connessione con il tema della mostra sta proprio nel creare simboli simili al leone verde che rappresentino la linfa vitale che scorre negli alberi, ma che qui hanno una valenza meno misteriosa e iniziatica, la Gador ci svela la magia della natura e dell'animo umano. Ma che accomuna queste opere agli alchimisti e a Della Porta c'è la voglia di conoscere ed esplorare il mondo analizzandone quelli aspetti che risultano più arcani, come gli studi di fitognomica del vice presidente dell'accademia in cui si vedono molte assonanze con queste opere.



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