Leone Verde: sesta sala
Nella sesta sala della mostra troviamo altri tre artisti e introduciamo una nuova tematica.
Giovan Battista della Porta nel 1584 riportava nei sui scritti ilo funzionamento della camera obscura, diffondendo quindi questo ritrovato della tecnica che diventerà nei secoli la macchina fotografica.
In queste sala troviamo quindi le foto dell'artista Mary Mansey, in cui ritroviamo la concettualità presente in opere di arti artisti della mostra, come Alessadro Consonni, Maciej Gador, Andrei Dobos e altri. La natura, l'acqua e i suoi riflessi sono quasi astrazioni dell'emotività dell'artista che trasfigura i soggetti per renderli personali e per comunicarci la propria interiorità. Anche Benjamin Vasserman lavoroo nell'ambito della fotografia, ma in questo caso le tematiche sono diverse. le sue rappresentazioni sembrano quasi delle costruzioni utopiche, un po' come le teorie degloi alchimisti alla ricerca della pietra filosofale in grado di trasformare tutto in oro e di avvicinarsi alla perfezione.
Infine ci sono gli oggetti di Tonie Van Marle, anch'essi assemblamenti di parti oggetti recuperati e ricombinati per diventare qualcosa di nuovo e prezioso. Essi rappresentano quel percorso di trasformazione verso la perfezione perseguito dagli alchimisti.
SCHEDE ARTISTI
Mary Mansey
Il suo vero nome è Veronica Basset, vive attualmente ad Aix les Bains in Francia
Formazione:
2005 - School of Business, (Institut díAdministration des Entreprises), Grenoble France
L’artista ha un background di grafica e conoscenze avanzate in comunicazione a tutti i livelli
Mostre Principali:
L’artista è rappresentata dalla galleria AGORA GALLERY di Chelsea nello stato di New York (USA)
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L'artista lavora in ambito fotografico. La serie di lavori esposti nella mostra rappresenta dei paesaggi molto particolari in cui l'attenzione non è posta tanto su ciò che viene raffigurato ma su come l'artista interpreta ciò che vede attraverso le inquadrature e la luce.
Anche la fotografia come pittura e scultura può essere fortemente espressiva. Mary Mansey così come altri artisti presenti in mostra riflette le proprie emozioni nella natura, l'acqua e le sue onde diventano uno specchio distorto dai sentimenti dell'artista e dai propri ricordi. Le fotografie assumono quindi una valenza quasi astratta, ma anche fantastica grazie ad un utilizzo particolare della luce.
La connessione di queste opere con il tema della mostra è nella riflessione sulla natura e nella tecnica artistica utilizzata.Gian Battista Della Porta a Cui si ispira questa mostra già nel 1584 riposrtava degli studi sulla camera oscura descrivendone il funzionamento e le caratteristiche, l'antenato più antico della macchina fotografica.
Tonie van Marle
L’artista vive e lavora ad Amsterdam nei Paesi Bassi.
Formazione:
Ha frequentato l’Istituto Artistico AKI in Olanda e in seguito ha studiato Letterature Anglo-irlandesi ad Amsterdam e a Dublino. Attualmente si occupa di arte e letterature ed è partecipe in varie organizzazioni artistiche.
Mostre Principali:
2007 - Mostra colletiva di carattere internazione, “Antichi Palazzi - Coelvm” organizzata da Camaver Kunsthaus presso Palazzo Cesi, Acquasparta, Terni
2006 - “Terra per uomini liberi” Antichi Palazzi, Palazzo Martinengo, Sondrio
- “153 children’s boxes”, Verkuno, Koetshuis Mensinge, Roden (NL)
- Mostra inaugurale della galleria Camaver Kunsthaus di Simona Cao, Sondrio
- “Kijk op de Wijk- Kunst in het Westerpark”, Art in Westerpark, Haarlemmerwerg, Amsterdam (NL)
- Mostra personale SVB (Social Insurance Bank), Van Heuven Goedhartlaan 1, Amstelveen
L’artista la sua poetica e la mostra Il Leone Verde
L’artista Olandese alla sua quarta partecipazione alla rassegna di arte contemporanea di Acquasparta presenta una serie di piccole creazioni, degli oggetti gioiello realizzati con materiali di recupero: pezzi di computer, di vecchi orologi e altro.
Il processo creativo di queste opere come di altre opere di questa artista consiste nel trasformare gli oggetti con cui entra in contatto facendoli evolvere in qualcosa si nuovo apportando minime modifiche, accostandoli ad altri, ma soprattutto caricandoli di valenze differenti.
E’ proprio per questo processo di trasformazione molto creativo che l’artista è stata scelta per fare parte della rassegna, anche gli alchimisti partivano da elementi base e poveri, come il ferro, il piombo, il mercurio o lo stagno e li raffinavano, li mischiavano, li sottoponevano a strani e complicati processi, o fasi evolutive con lo scopo ultimo di renderli perfetti. Un po’ come fa Tonie Van Marle in un senso più estetico.
Benjamin Vasserman
Nato nel 1949 in Estonia
Formazione:
1979 Estonian Academy of Art (graphic art)
Mostre Principali:
Personali:
2003 - Gallery Haus, Tallinn, Estonia
2001 - Gallery of Embassy of Estonia, Riga, Latvia
1998 - House of Holy Spirit, Randers, Denmark; Gallery La Galerie Passage, Tallinn, Estonia
Collettive più recenti:
2008 - Artoteque.com Online Annual of Contemporary Art 2 ART TIME 2008, London, United Kingdom
- Artoteque.com Online Global Art Annual 3 ART NOW 2008, London, United Kingdom
- 7th Lessedra World Art Print Annual ñ Mini-Print 2008, Sofia, Bulgaria
2007 - USM International Print Exhibition 2007, Penang, Malaysia
- USM International Print Exhibition 2007, Hatyai, Thailand
- European Masters of Modern Art 2007 (EMMA 2007), Burgau, Austria
- Penang International Art Festival 2007, Malaysia
- Artoteque.com Online Global Art Annual 2 ART NOW 2007, London, United Kingdom
- 4th International Engraving Biennial - Douro 2007, Alijo, Portugal
- Seoul International Print, Photo & Edition Works Art Fair SIPA 2007, Korea
L’artista la sua poetica e la mostra Leone Verde
Le opere di Vasserman sono delle elaborazioni fotagrafiche digitali, ritorna ancora la fotografia in questa mostra, questa volta coaudiuvata dalle nuove tecnologie, come nuovo ed inesplorato era il campo d’azione degli alchimisti e dei Lincei.
L’artista crea delle composizioni che sembrano frutto di calcoli matematici, delle opere che indagano misteri reconditi, formule per raggiungere risultati prodigiosi, come il sintetizzare della mitica pietra filosofale.
Opere molto suggestive ed elaborate in cui tecnica, creatività, raffinatezza delle forme contribuiscono ad offrire un momento di riflessione culturale allo spettatore.
Benjamin Vasserman può a buon diritto essere considerato un novello alchimista e forse il loro ruolo è stato proprio raccolto dagli artisti, cioè indagare non solo nella natura ma anche oltre, in territori quasi inesplorati.
Leone Verde: Video
A short video about the exhibition: The Green Lion
Un breve video amatoriale con le foto fatte durante i giorni inaugurali della mostra
Il Leone Verde ...
La Camaver Kunsthaus a nome di tutto il suo staff vuole ringraziare tutti gli artisti che hanno dato vita alla mostra "Il Leone Verde: alla ricerca del sè creativo" presso il fantastico Palazzo Cesi ad Acquasparta.
Un ringraziamento particolare anche al comune di Acquasparta per la collaborazione e l'ospitalità
The whole staff of Camaver Kunsthaus International would like to thank all the artists partecipating at the event: "The Green Lion : the spirit itself".
A special thank to the city of Acquasparta for the collaboration.
Il Leone Verde: alla ricerca del sè creativo

ANTICHI PALAZZI - IL LEONE VERDE : LA SCOPERTA DEL SE' CREATIVO.
Luogo: Palazzo Cesi - Corso Lincei, Acquasparta (TR)
Periodo : dal 23 maggio al 24 giugno
Inaugurazione : venerdì 23 maggio ore 18.00
Orari: da lunedì a sabato dalle 16.00 alle 20.00
Sabato 24 giugno apertura mattutina con visite guidate dalle 10.30 alle 12.30. altri giorni e orari su richiesta e appuntamento
Info line: +393285930092 oppure info@camaver.com
Leone Verde
Leone Verde è il nome del progetto che prenderà il via durante il mese di giugno e che ruoterà attorno a una mostra d'arte contemporanea. Si svolgerà nelle splendide sale seicentesche di Palazzo Cesi ad Acquasparta (TR). La mostra fa parte della serie Antichi Palazzi che, a Palazzo Cesi, è ormai giunta alla sua quinta edizione.
Come gli scorsi anni la rassegna va ad inserirsi nel programma del Festival Rinascimentale e coinvolgerà artisti provenienti da tutto il mondo, i quali, attraverso le loro esperienze e i loro linguaggi daranno vita a un evento articolato e di ampio respiro.
Leone Verde é il titolo del progetto che comprenderà pittura, scultura, letteratura e musica e che trae ispirazione da uno dei personaggi più significativi che frequentarono in passato Palazzo Cesi e l'Accademia dei Lincei: Giovan Battista Della Porta.
Della Porta, vero uomo rinascimentale, oltre ad essere stato il vice presidente dell'Accademia, fu una delle personalità più importanti del suo periodo storico: fu un alchimista che oltre ad aver inventato la camera oscura scrisse libri sulle scienze naturali, la fisiognomica, la crittografia e l'ottica.
Leone Verde è il simbolo usato dagli alchimisti per sintetizzare diversi concetti: esso rappresentava il mondo naturale, vegetale e minerale ed era il simbolo dell'energia linfatica delle piante, ma anche dei processi di trasformazione dei metalli; spesso questo simbolo era associato al VITRIOL (acronimo di un motto latino che in Italiano suona : "visita l'interno della terra e rettificando troverai la pietra nascosta", cioè la medicina)
Il Leone Verde rappresenta anche uno degli stadi fondamentali del processo alchemico: la trasformazione, l'evoluzione, il plasmare la materia. Spesso rappresentato con un sole tra le fauci come sintesi del riappropiarsi delle energie vitali naturali.
L'alchimia era quindi più di una scienza: essa si fondeva con la metafisica. Le scienze naturali e quelle occulte si intrecciavano per cercare di trovare una spiegazione dei fenomeni naturali, una simbiosi affascinante che si prefiggeva di produrre l'elisir di lunga vita e la pietra filosofale; tutto ciò altro non era che il tentativo di rimettere un ordine aureo agli squilibri che si osservano cioè non solo alle malattie ma anche alle idee.
L'alchimia diventa quindi un' esperienza corporea di controllo e dominio dell'energia spirituale attuato attraverso la definizione di un passaggio simbolico a cui corrisponde una determinata qualità del pensiero (putrefazione, calcinazione, distillazione, sublimazione).
Riassumendo si può considerare il Leone Verde come raffinata rappresentazione del sè creativo, descritto come agente di questa trasformazione spirituale. L'arte diventa quindi un processo non mediato dall'intelletto ma istinto puro messo al servizio del sè creativo.
Un processo di interiorizzazione di energie creative per poi esteriorizzarle attraverso diversi linguaggi, come ne sarà esempio la mostra dal titolo: Leone Verde
Eventi Correlati:
Da Venerdì 23 concorso popolare per premiare l'artista migliore in mostra
Sabato 24
ore 16.30 Proiezione del trailer del film tratto dal racconto "il Fabbro di Acquasparta"
ore 17.00 presentazione e lettura del nuovo racconto dello Scrittore Carlo Mario Cerroni: "Il Leone Verde"
Visite Guidate:
Venerdì 23
ore 18.30 circa dopo il discorso di apertura della mostra
Sabato 24
dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 nel pomeriggio
COELVM:Premio del pubblico
Conclusasi la mostra COELVM ad Acquasparta presso palazzo Cesi, lo staff Camaver ha provveduto allo spoglio delle schede di voto che il pubblico della mostra ha usato per esprimere il suo voto di preferenza.
Comunichiamo quindi che l'artista più votato è risultato essere ROMANO MAZZINI che presto riceverà la targa commemorativa messa in paglio da Camaver Kunsthaus Interntional.
La persona tra i votanti che è stata estratta a sorte e che riceverà un'opera d'arte dell'artista norvegese Trygve Skograd è il Sig. Giampiero Lori di Roma.
The winner of the pubblic award of the exhibition Coelvm is : ROMANO MAZZINI
Chiesa di San Giuseppe il Video
A short video with the pictures taken inside the churc of San Giuseppe in Acquasparta
Un breve video amatoriale realizzato con le foto fatte all'interno della Chiesa di San Giuseppe, sezione staccata della mostra Coelvm
COELVM: ottava sala
Nell'ottava sala si trovano le opere forse più ermetiche di tutta la mostra che più si spingono oltre nella ricerca stilistica e poetica.
In particolare si trovano le opere di Franco Margari, Yari Ostovani, Tove S. Hellerude Hamish Horsley.
Le opere di Margari hanno come protagonista le luce e la natura, come abbiamo osservato anche in altri artisti la natura è uno strumento per comunicare uno stato d'animo, qui in particolare la natura è manifestazione della potenza di Dio che con la sua luce arriva ad illuminare tutto a tagliare violentemente la composizione, conferendo grande lirismo e forza alle opere d'arte.
Simile è il concetto che sta dietro le opere di Horsley di cui abbiamo parlato nella sesta sala.
Nelle opere di Tove Hellerud ciò che più interessa l'artista è la materia, il tessuto di cui sono fatte le cose, il cielo, la terra la natura in generale. Benchè le composizioni sembrino ordinatamente racchiuse in forme geometriche, la materia scardina la forma pronta as esplodere in tutte le direzioni.
Anche Ostovany appare fortemente interessato alla materia ma la sua ricerca va oltre la fisicità delle cose, egli appare affascinato da quella luce che pervade le tele di Margari, la materia di cui è fatta la parte spirituale dell'uomo.


FRANCO MARGARI
L’artista vive e lavora a Firenze in Italia.
Formazione:
L’artista è approdato alla pittura dopo 15 anni dedicati alla grafica approfondendo in particolar modo le tecniche incisorie.
In pittura i suoi esordi sono di natura paesaggistici per poi maturare un suo linguaggio più astratto ed essenziale
Mostre Principali:
“Quattro Pittori a Prato”, Palazzo Datini, Prato - 2000
“Orizzonti”, mostra personale, Galleria Art Point Black, Firenze- 2000
Mostra personale, Palazzo Pretorio, Certaldo - 2000
“Free Tee”, Galleria S. Vidal, Venezia - 2001
Mostra Personale, Museo Diocesano, Firenze - 2004
Mostra personale, Villa Magnaguti, Città di Goito (MN) - 2004
Concorso Internazionale “Firenze” : Primo premio fiorino d’oro - 2004
Biennale di Arte Sacra, Pistoia - 2006
“Verso un Nuovo Esistenzialismo”, Palagio di parte guelfa, Firenze - 2006
“Arcipelago”, Studio Sassetti Cultura, Milano, 2006
Mostra personale presso Palazzo Ex Borsa a Ferrara - 2006
“Cromaticos”, Castello Estense a Ferrara, mostra collettiva - 2007
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
L’artista Franco Margari presenta delle opere che si muovono nel campo dell’astrazione.
Tuttavia nelle opere dell’artista sembra scorgersi un certo impianto di derivazione naturalistica e paesaggistica, sicuramente frutto di studi fatti dal vivo e sulla natura.
Secondo criteri di una nuova branca dell’arte contemporanea che vede gli artisti specchiare le proprie emozioni nelle forme e soprattutto nei colori della natura.
Molto notevole è l’uso della lice che piomba nelle composizioni quasi come un taglio lacerante illuminando ogni cosa.
La forza è la spiritualità di queste opere è data appunto da questo elemento fondamentale che si collega in maniera molto consona all’interno della mostra COELVM, sapendo interpretare lo spirito dei “Lincei”: attenti alle forme della natura ma con un rapporto illuminista nei confronti della religione.

TOVE S. HELLERUD
L’artista è nata il 29 dicembre 1958 vive e lavora in Norvegia, il suo studio si trova nella cittadina di Horten.
Formazione:
Scuola superiore secondaria, diploma d’arte
Fokl high School, diploma in disegno, ceramica a Sandefjord ,Norvegia
Accademia d’Arte Holbaek - Danimarca
Diploma in disegno e ceramica in Danimarca
Billedskolen, Diploma in arte , Copenhagen Danimarca
Royal Accademy of Art, Copenhagen, Danimarca
College Regionale di Akersus, Norvegia
Mostre Principali:
2007 - Gallery Sala Barna, Barcellona, Spagna
2006 - Montserrat Artgallery, Soho, New York, U.S.A.
2006 - Scandinavi/art, Camaver Kunsthaus, Lecco, Italia
2005 - Mostra collettiva estiva a Holmestrand, Norvegia
2004 - Mostra collettiva alla Kjeidsaas Gallery, Norvegia
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
Le opere di Tove Hellerund colpiscono per la grande raffinatezza e per l’assoluta informalità. L’artista sembra più interessata alla materia alla struttura del colore e della materia. La sua ispirazione la si trova in natura ma anche in un muro sberciato.
La presenza dell’artista all’interno della mostra COELVM è dovuta al clima che l’artista riesce a creare con i suoi lavori. Le suggestioni che queste opere d’arte trasmettono con i loro colori e le campiture ben ordinate in cui il colore sembra esplodere e volersi ribellare alla costrizione della forma.
Costrizione della forma e libertà del pensiero temi che pervadono questa rassegna a Palazzo Cesi.

YARI OSTOVANY
L’artista di origini iraniane vive e lavora a Reno nello stato del Nevada negli Stati Uniti.
Formazione:
MFA: Master in Belle Arti, Istituto d’Arte di San Francisco, California,USA
BFA: Bachelor in Belle Arti, Istituto d’Arte di San Francisco, California,USA
BA: Bachelor in Arte, Università del Nevada, Reno, Nevada,USA
Mostre Principali:
2006 - Mostra collettiva presso la Shepppard Fine Arts Gallery, Reno, Nevada, USA
2003 - Mostra collettiva presso la HotHouse Center of Performance & Exhibition, Cichaco, Illinoi, USA
2000 - Mostra collettiva, Koeln Galerie, Colonia, Germania
1999 - Mostra collettiva, Centro culturale Niavaran, Teheran, Iran
1997- Mostra collettiva, National Press Club, Washington, D.C., USA
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
“Sono interessato a ricostruire la memoria in maniera pittorica come stratificazioni di luce, struttura e profondità, la fusione tra l’essenza del silenzio e della stasi con l’essenza del movimento.”
“Sono sempre stato interessato nell’investicazione delle relazioni tra arte persiana e arte occidentale: tra la mia innata predisposizione naturale, e l’edicazione impartitami.”
“Per molto tempo il mio lavoro è stato caratterizzato da una sorta di amnesia culturale e di mancanza di origini, la mancanza di una memoria culturale”
Yari Ostovany
La ricerca dell’artista è quindi quella di ricostruire la memoria ancestrale dell’uomo e di ognuno di noi, attraverso uno stratificarsi si luci, colori, materiali. Immagini astratte e meditative che si rapportano con il tema della mostra nella parte che ripesca alle tradizioni considerandole parte importante e essenziali per poter andare avanti nella propria crescita personale.
COELVM: settima sala
Nella settima sala, lo studio di Federico Cesi, sono presenti solo le opere di Romano Mazzini, uno scultore che si raccorda in maniera sublime con tutti gli altri artisti, sia nella tematica che nella ricerca. Con le sue sfere, le sue città ideali che sembrano dei mondi sospesi nel cielo vaganti per l’universo ci spinge a riflettere su temi come la libertà.
L’uomo deve costruirsi il proprio paradiso su questa terra deve dare vita alla propria città interiore ideale basata sui propri principi etici e morali.

SCHEDA ARTISTA

ROMANO MAZZINI
Romano Mazzini è nato a Imola il 14 settembre 1939 vive e lavora a Deruta in provincia di Perugia a Pochi chilometri da Acquasparta
Formazione:
Ha studiato presso L’Istituto Statale D’Arte di Faenza, allievo dello scultore Angelo Biancini.
E’ stato docente della Cattedra di Plastica presso l’Istituto Statale d’Arte della Ceramica di Deruta
Ha insegnato scultura presso L’Accademia delle Belle Arti di Perugia
Mostre Principali:
2000 - Mostra (promenade sonora/visiva) in collaborazione con Massimo Monacelli - Rocca Paolina - Perugia.
1996 - Mostra Personale - Galleria Cantico delle Creature, Sacro Convento di S. Damiano in Assisi
1995 - 4° Mostra Internazionale della Ceramica - Mino - Giappone
1994 - Mostra personale presso la Galleria del Comune di Terni
1993 - Mostra Antologica, Rocca Paolina a Perugia
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
L’opera di Romano Mazzini è molto varia e di grande interesse artistico. L’artista proporrà per la rassegna COELVM una serie di sculture in ceramica della serie “Cities”
L’artista crea con le sue mani delle piccole città ideali dalle forme sferiche quasi dei piccoli globi, pianeti in cui ordine, razionalità e armonia sembrano essere le forze che regolano questi piccoli mondi.
L’artista è demiurgo e osservatore distaccato di questi piccole città che sembrano prendere vita, dalle quali finestre ci aspettiamo affacciarci un piccolo personaggio.
La connessione con il tema della mostra quindi chiara, la connessione con l’universo e la “prosaicità” delle città è unito dal senso, o dalla voglia di libertà.
COELVM: sesta sala
Entrando nella sesta sala troviamo alcune opere di Hamish Horsley, Simona Cao, Alessandro Consonni e Fabio Castagna (di cui abbiamo già parlato in precedenza).
Nelle opere dell’artista Horsley il colore e la forma sono strumenti che egli usa per creare dei piccoli mondi oppure totem scultorei, quasi a voler celebrare qualche divinità esotica.
L’ artista sembra averela necessaria padronanza per manipolare in cielo e ritrarne immagini e mondi che coinvolgono anche il sé più profondo.
Anche le opere di Simona Cao risultano personali ed espressive. La ricchezza degli elemennti inseriti nella tela ci ricordano universi stellati e galassie lontane ma anche una voglia di andare oltre, verso quella dimensione che è metafisica o forse pura emozione. Infine le opere di Alessandro Consonni che fanno da trait d’union tra gli altri artisti.Nelle sue opere
materia e paesaggio trovano equilibrio e esprimono energia e bellezza, quella delle emozioni che il cielo e la natura sanno donare a chi possiede la giusta sensibilità.


HAMISH HORSLEY
L’artista di origine Neozelandese lavora attualmente a Londra in Inghilterra.
Formazione:
I suoi primi studi sono in Nuova Zelanda , ma ventenne si trasferisce in India dove passa due anni in un monastero sull’Himalaya.
Successivamente si trasferisce a Londra dove completa la sua formazione alla London’s City e Guild Art School
Mostre Principali:
2004 - Garden ExhibitionPresso il giardino di Sir Harold Hiller, Romsey, UK
2001 - “Coloured Earth”, WM Gallery, Amsterdam, Olanda.
2001- Summer Sculpture Show, Hannah Peschar Gallery, Londra, UK.
2000 - Mostra presso la Chumleigh Garden Gallery a Londra, UK.
2000 - Festival Exhibition , Royal Circus Gallery, Edimburgo, Scozia.
1998 - Immagini Tibetane, Museo d’Arte e Design, Helsinki, Finlandia.
1996 - Viaggi - sculture, disegni e fotografie, Sarjeant Gallery, Nuova Zelanda.
1994 - Immagini Tibetane, Stadio Olimpico, Barcellona, Spagna.
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
Hamish Horsley è un artista in grado di esprimersi attraverso diverse forme espressive, quali la pittura, la scultura il disegno e la fotografia. Partito con la figurazione (paesaggi e nature morte) in gioventù subito il suo interesse si è spostato verso un tipo di arte astratta che potesse riflettere il suo tumulto spirituale ed ecologista.
Col passare degli anni l’artista acquisisce una maggiore consapevolezza supportata anche da filosofie orientali. Molto importanti diventano le opere pubbliche monumentali in cui l’artista può infine confrontarsi direttamente con l’ambiente entro cui l’opera è inserita e di cui ne diventa parte. Le sue sculture diventano architetture naturali che seguono determinate linee energetiche. Le opere che Hamish Horsley presenta all’interno della mostra COELVM presentano una rappresentazione personale del mondo. I colori e le sfumature sono riflessi dell’animo dell’artista che si pone al centro delle composizioni anche se non visto. La sua è l’opera di un novello demiurgo che rispetta le regole della natura e ne rimane affascinato.

ALESSANDRO CONSONNI
Nasce il 10 febbraio 1954 a Monza. Oggi l’artista ha il suo studio d’artista a Lissone a poca distanza da Monza.
Formazione:
1974 - Diploma di maestro d’Arte in Arredamento presso L’Istituto Statale D’Arte di Cantù
Successivamente consegue un Diploma di Laurea presso il Politecnico di Milano in Industrial Design.
Dal 1976 L’artista lavora anche come grafico pubblicitario in una sua agenzia di comunicazione.
Dal 1994 si dedica attivamente e con profitto alla professione di artista.
Mostre Principali:
2006- Personale presso Camaver Kunsthaus Boston, Boston, Massachussets, USA
2006 - Personale presso Latin American Gallery, Los Angeles , California, USA
2006 - Personale presso G.F. Cunningham Museum Foundation, Chicago, Illinois, USA
2005 - Personale presso Johanna Martinez Art Gallery, Dilsen, Belgio
2005- Collettiva, BLU - Antichi Palazzi - Torre Viscontea, Lecco
2005 - Collettiva , “La musica è nell’aria”, Antichi Palazzi, Palazzo Cesi, Acquasparta TR
2004 - Personale presso, International Art Gallery , Parigi, Francia
2004 - Collettiva presso Abbazia di Vinetz, Chalons en Champagne, Francia
2004 - Personale presso Galleria Passo Blu - Genova capitale della cultura europea, Genova.
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
La sfida di Consonni è di comunicare, attraverso l’arte pittorica realizzata esclusivamente a olio, servendosi cioè del colore, i propri stati emozionali personali riguardanti gli eventi naturali.
La comunicazione di Consonni tende ad estremizzare la pittura figurativa trasformandola in astrattismo post-impressionista con valenze neorealiste. Alessandro Consonni dipinge esclusivamente per il piacere personale di farlo e per rendere partecipi dei suoi stati d’animo.
Appare quindi chiaro da queste parole che la presenza dell’artista nella rassegna COELVM. l’amore per la natura e il bisogno di esprimersi. Ma anche la volontà di mostrare la bellezza dei colori del cielo nei suoi mille aspetti, e della natura in generale: del vento, della neve, dei campi e delle onde.

SIMONA CAO
Nata a Sondrio nel 1969 dove tutt’ora ha il suo studio artistisco.
somona Cao è il manager della galleria Camaver Kunsthaus a Sondrio
Formazione:
Studi privati in materie artistiche.
Corso presso Musei di Ceramica Internazionale di Faenza
Mostre Principali:
Simona ha partecipato a diverse mostre personali e collettive in tutto il Nord Italia e a mostre internazionali con Camaver Kunsthaus International
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
Simona Lavora nell’ambito dell’arte astratta concettuale, e le sue opere assumono un grande valore artistico e decorativo in cui i materiali e i colori assumono valenze di preziosissime gemme.
Oltre ai colori anche le forme sono importanti per l’artista, gestualità libere che richiamano forme arcaiche e simboliche quali la spirale; linee sinuose che evocano la femminilità.
L’artista è connessa col tema della mostra tramite il suo simbolismo materico e le atmosfere psicologiche e simboliche con cui sono pervase le sue opere.
COELVM: quarta sala
Nella quarta sala della mostra COELVM sono presenti diversi artisticonnessi da fili sottili.
Le opere di Tiina Salo sono degli arazzi in cui nel cielo stellato appaiono fenomeni astronomici affascinanti e magici. Lo studio di tali fenomeni è lo studio della loro belezza intrinseca sembra alla base dell’interesse dell’artista che non pone l’accento sulla realtà astronomica ma sulla brillantezza dei colori sulla espressività delle forme regalandoci tele dall’atmosfera magica e onirica..
Vi sono poi le opere di Patricia Saco che mantiene questa atmosfea magica , in cui sono presenti diversi tra gli elemnti che finora abbiamo analizzato. L’osservazione della natura è specchio di emozioni, i pensieri dei personaggi si sviluppano anche dalla testa per diventare cielo e seguire altri percordi e altre suggestioni.
Infine Tray Mead che crea un suo vero e proprio mondo fastastico in cui il cielo è grande protagonista. Di notte per l’aria si muovono fatine e pianeti sconosciuti, da visitare durante i nostri sogni, proprio mentre i foletti sono impoegnati a usare i nostri strumenti quotidiani.


TIINA SALO DEVRIES
L’artista Vive a Karo in Finlandia e ha il suo studio d’artista nella vicina cittadina di Rauma
Formazione:
2000 - Accademia di Design a Kuopio - Finlandia
1997 - Master in Belle Arti alla Università di Rochville - USA
1997 - Studi pedagogici presso l’Università di Helsinki - Finlandia
1996 - Studi di Storia della Cultura all’Università di Turku - Finlandia
1990 - Studi presso l’Università di Tampere - Finlandia
1984-87 - Corso di Disegno tessile a Kuopio - Finlandi
Mostre Principali:
Mostre Personali:
1999 Kaarinan Galleria, Nivala, Finland
1996 Vanha Kunnantupa, Parainen, invited by Organ festival and Parainen City
1990 Kyrön Galleria, Isokyrö, Finland
1990 Vanha Pappila, Vammala, Finland
Mostre Collettive:
1994 “From the Sky”, with Else Joutsi, Rauma Art Museum, Finland
1993 “Celestial Signs”, with Else Joutsi, Kotka Main Library, Finland
1993 “Celestial Signs”, with Else Joutsi, Arthouse of Nokia, Finland
1992 “Gates”, with Else Joutsi, Poriginal Galleria, Pori, Finland
1991 “Gates”, with Else Joutsi, Galleria Wanha Tasala, Rauma, Finland
1991 “Moon pearls”, with Taina Levonen and Eeva Westergård, Nakkila College of Handicraft and Applied Arts Nakkila, Finland
Si segnalano diverse partecipazioni a concorsi ead eventi estemporanei.
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
L’artista Tiina Salo esprime la sua poetica attraverso uno stile molto personale sicuramente influenzato dallo stile che si può definire” neo romantico nordico”. E’ proprio l’aspetto romantico, naturalistico e sublime che più saltano all’occhio in questi lavori resi tuttavia con tecniche più povere rispetto all’olio su tela, fatto che le rende più vicine allo spettatore, quasi folkroristiche.
Le opere di Tiina Salo ben rientrano nelle tematiche della mostra collettiva COELVM, esse rappresentano il cielo e alcuni fenomeni atmosferici: aurore boreali, nuvole, stelle comete o semplicemente il sole visto dallo spazio. Quello di Tiina Salo appare quindi come un viaggio attraverso un mondo fantastico in cui la spiritualità non segue le regole dettate dalla religione, ma dall’individuo che tuttavia si sente piccolo e indifeso nei confronti della immensità del cielo.

PATRICIA SACO
Nata il 31 maggio 1981 a Ourense, Galizia, Spagna
Formazione:
Scuola superiore d’arte “Manuel Peleteiro, Santiago de Compostela.
Studi di Graphic Design e Multimedia , promotional design, fotografia, illustrazione, produzione video, comunicazione e marketing
Mostre Principali:
2007 - Mostra personale, Ostello della Gioventù, San Fermin, Madrid, Spagna
2006 - Mostra personale , La Moncloa de San Làzaro, Exhibition room, El Bierzo, Spagna
2006 - Mostra personale, Pazo da Peregrina (Ames council), Galizia, Spagna
2005 - Mostra collettiva, “Saborearte” (Arte e gastronomia) Area Temàtica Médulas, El Bierzo, Spagna
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
Patricia Saco è una giovane artista in cui l’istintualità gestuale prende il sopravvento nelle composizioni, colorate e popolate da forme molto evocative.
Anche nelle opere di questa artista è molto presente l’osservazione della natura, quasi come come fonte di ispirazione o anche come mezzo per trovare risposte a domande esistenziali.
Una luna brillante fa da sfondo a un albero spoglio, un’immagine mistica ed evocativa, in cui l’artista si mette a nudo di fronte al suo inconscio.
Una lunga tela arancione e gialla che richiama invece alla solarità e alle verità svelate, e alla gioia che ne consegue.
Lavori quindi che hanno un sottofondo psicologico in cui l’aspetto maschile e femminile notturno e diurno si fronteggiano e si compenetrano in una danza che riesce a trovare un equilibrio solo nell’uomo.
Per tutti questi motivi e per aver messo l’uomo al centro del suo universo, Patricia Saco, è stata scelta per partecipare alla mostra COELVM.

TRAY MEAD
L’artista vive e lavora a Gilbert, Arizona, Stati Uniti
Formazione:
Tray Mead è cresciuto in una famiglia di artisti, suo padre era un fotografo e scultore di fama mondiale, anche la madre era un’artista molto coinvolta in sperimentazioni di vario genere.
Vince tre premi nazionali all’età di 14 anni.
Si laurea alla State University in Arizona.
Sviluppa una grande passione per l’arte tribale e per l’archeologia, molte sono le sue esperienze in giro per il mondo: in Amazzonia, Messico, Perù e in Europa.
L’artista è poi stato il direttore fondatore del Southwest Museum in Arizona.
Dal 2002 dopo essersi ritirato dal suo impiego presso il museo si dedica completamente alla sua arte: Fantasy art e Fine Art Photography.
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
L’artista presenta delle opere fotografiche elaborate digitalmente, un tipo di arte innovativo che nella tecnica appare così lontano dalla tradizione e dagli affreschi di Palazzo. Tuttavia non va dimenticata la vena innovativa di Federico Cesi, di Galilei durante tutta la loro vita.
I cieli dell’artista sono notturni perché solo di notte si possono scrutare pianeti misteriosi e sconosciuti. E’ solo al crepuscolo che fate e folletti vengono allo scoperto e si mostrano, aggirandosi per i giardini di un palazzo fantastico e meraviglioso, come è Palazzo Cesi.
Queste creature fantastiche sono le protagoniste di queste opere che trovano un posto sospeso tra realtà e finzione nella disputa tra teologia e astronomia.
COELVM: terza sala
Nella terza sala ritroviamo opere dalla grande valenza psicologica come quelle di Lucy O’Donovan in cui le tele e i ritratti fisiologici sono deformati dall’umore dell’artista; e poi c’è il tema della trasgressione , la ribellione dato dal gesto volgare, mentre le mani dell’artista che delimitano il cielo ci indicano la via da seguire l’obiettivo da raggiungere.
Queste opere sono in forte contrasto con quelle di Yvel dove” l’illuminazione” avviene attraverso rituali religiosi e allo studio di testi religiosi.
Infine in questa sala troviamo le opere di Adrei Dobos in cui il cielo è un qualcosa che schiaccia l’artista , il mondo e la società gli vanno stretti, vanno cambiati e migliorati e la gente sensibilizzata e resa partecipe. Queste opere esprimono i concetti di critica alla religione e alla società attraverso un linguaggio estremamente sintetico e da decifrare.


ANDREI DOBOS
Nato a Bacau in Romania il 28 maggio 1984, attualmente studia a Bucarest
Formazione:
Corso di pittura tenuto da veronica Calin presso il Pupil’s Club, Bacau.
Diplomato presso la Scuola d’arte “Gh. Apostu” , Bacau.
Sta tuttora svolgendo i suoi studi presso l’Accademia di architettura di Bucharest.
Mostre Principali:
- Esposizione di gruppo presso la “Hall of Gh Asachi”, Iasi - Romania (1998)
- Esposizione personale presso il Lagoon Café, Cluj - Romania (1999)
- “Exhibition Hall of Art Faculty”, Pontevedra - Spagna (2000)
- Premiato alla “Arts Alliance” Galleries, CluJ - Romania (2000)
- Esposizioni collettive presso la galleria Camaver di Lecco e successivamente nella mostra del programma di Antichi Palazzi ad Acquasparta (Tr) (2005)
- Esposizione collettiva nella mostra di Antichi palazzi ad Acquasparta e successivamente nella nuova sede di Sondrio della camaver Kunsthaus. (2006)
- Mostra presso Big Square, Sibiu - Romania (2007)
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
I suoi lavori sono una allegoria di diversi momenti, che vanno dalle punte più alte di felicità a quelle più basse della disperazione, e sono costruite attraverso contraddizioni ed ispirate dagli eventi della vita di ogni giorno.
Il suo obiettivo principale è di trasmettere questi sentimenti all’osservatore e attraverso essi condividere i suoi pensieri più intimi.
Le opere di Dobos si collocano in maniera interessante all’interno dell’esposizione COELVM, esse manifestano un’inquietudine, sono opere che testimoniano una voglia di apertura verso altre mete e verso nuove idee, stili di vita e modelli di comportamento. Proprio come era nello spirito dei “Lincei”, tesi verso un nuovo modo di vedere il mondo.

LUCY O’ DONOVAN
Nata il 30 aprile 1975 vive e lavora a Glasgow in Scozia
Formazione:
L’artista è una neuropsichiatra, anche se ha studiato anche chirurgia veterinaria, e il suo lavoro ha avuto una parte importante nel suo lavoro artistico.
L’artista si può definire autodidatta e muove i suoi primo passi nell’osservazione anatomia.
Ha frequentato il corso di “ Life and Portrai Painting” alla scuola d’arte di Glasgow
Mostre Principali:
Lucy O’ Donovan ha partecipato con grande successo alla mostra “Terra per Uomini Liberi” della serie Antichi Palazzi, organizzata da Camaver Kunsthaus International presso Palazzo Martinengo a Sondrio nel corso del dicembre 2006
L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
Ciò che affascina Lucy O’Donovan è il corpo umano e come questo rifletta i sentimenti che più lo coinvolgono. E’ importante il ritratto del corpo nella maniera più realistica possibile ma anche introspettiva. L’artista tende a ritrarre le persone che conosce o che hanno una certa importanza nella sua vita, e questo attaccamento, questo rapporto sembra influenzare molto la pittura. Le forme e i colori della carne è una sfida costante verso la resa il più verosimile possibile, un continuo sperimentare.
La scelta dei lavori di Lucy O’ Donovan può sembrare singolare, ma nello studiare la storia dell’Accademia e dei suoi personaggi grande interesse ha destato la psicologia di questi uomini che si addentravano in una regione oscura e inesplorata, con la loro “vista da lince” come strumento.
Anche lo psichiatra si addentra nella regione oscura e inesplorata della psiche umana, in questo caso lo strumento di questa analisi è la pittura.
E poi c’è il cielo e la provocazione, la ribellione dalla società. Il cielo racchiuso da uno spazio delimitato dalle mani palcoscenico della nostra vita o via di fuga verso la libertà.






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