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COELVM: settima sala

di artdirector (27/06/2007 - 11:09)

Nella settima sala, lo studio di Federico Cesi,  sono presenti solo  le opere di Romano Mazzini, uno scultore  che  si raccorda in maniera sublime con  tutti gli altri artisti, sia nella tematica che nella ricerca. Con le sue sfere, le sue città ideali  che sembrano dei mondi sospesi nel cielo vaganti per l’universo ci spinge a riflettere su temi come la libertà.
L’uomo deve costruirsi il proprio paradiso su questa terra deve dare vita alla propria città interiore ideale basata sui propri principi etici e morali.


SCHEDA ARTISTA


ROMANO MAZZINI

Romano Mazzini  è nato  a Imola il 14 settembre 1939 vive e lavora a Deruta in provincia di Perugia a Pochi chilometri da Acquasparta

Formazione:
Ha studiato presso L’Istituto Statale D’Arte di Faenza, allievo dello scultore Angelo Biancini.
E’ stato docente  della Cattedra  di Plastica   presso l’Istituto Statale d’Arte della Ceramica  di Deruta
Ha insegnato scultura presso L’Accademia delle Belle Arti di Perugia

Mostre Principali:
2000 - Mostra (promenade sonora/visiva) in collaborazione con Massimo Monacelli - Rocca Paolina - Perugia.
1996 - Mostra Personale - Galleria  Cantico delle Creature, Sacro Convento di S. Damiano in Assisi
1995 - 4° Mostra Internazionale della Ceramica - Mino - Giappone
1994 - Mostra personale presso la Galleria del Comune di Terni
1993 - Mostra Antologica, Rocca Paolina a Perugia

L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
L’opera di Romano Mazzini è molto varia  e di grande interesse artistico. L’artista proporrà per la rassegna COELVM una serie  di sculture in ceramica della serie “Cities”
L’artista crea con le sue mani delle piccole città ideali  dalle forme sferiche quasi dei piccoli globi, pianeti in cui ordine, razionalità e armonia sembrano essere le forze che regolano questi piccoli mondi.
L’artista è demiurgo  e osservatore distaccato di questi piccole città che sembrano prendere vita, dalle quali finestre ci aspettiamo affacciarci un piccolo personaggio.
La connessione con il tema della mostra quindi chiara, la connessione con l’universo e la “prosaicità” delle città è unito dal senso, o dalla voglia di libertà.

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COELVM: quinta sala

di artdirector (25/06/2007 - 16:42)

La quinta   sala è una di quelle occupate dalle bibbliotechee qui incontriamo le sculture di Renata Berk e le pitture di  Romano Santarini.
Renata Berk porta aventi il  filone psicologicodella mostra attraverso la modellazione : associando esperienze personali e moti interiori in forme rubate alla natura. Ci troviamo di fronte a frutti e noci o a nostri organi interni? L’artista applica l’analisi minuziosa che era prerogativa anche dei Lincei al campo dell’introspezione psicologica.
Santarini invece  si muove nella surrealità di un mondo fantastico proprio come molti artisti che abbiamo già visto. Anche nelle sue opere gli elementi sono delle simbologie spesso non facili da interpretare ma che di sicuro ci conducono in regioni affascinanti e inesplorate. La luna  enigmatica e misteriosa e la chiocciola elemento che in quasi tutte le sale viene ripreso dagli artisti ci rammenta la ciclicità delle cose, della natura e della vita



SCHEDE ARTISTI


RENATA BERK

L’artista nata nel 1962  vive e lavora a Utrecht in Olanda

Formazione:
2004 - Workshops di scultura in bronzo a Veen
1997 - Artcentre in Kerala South India
1991 - Scuola d’Arte a Utrecht, Olanda
1987 - Studi di disegno a Utrecht, Olanda

Mostre Principali:
2006 - Rasterhof Hoevelaken
2005 - Open Atelier Utrecht
2004 - Garden Klein Dennenbosch, Eefde
2003 - Open Atelier Utrecht
2001- Galerie 408 Amstersam

L’artista la sua poetica e la mostra COELVM
All’inizio Renata Berk realizzava pesci o conchiglie, forme  più o meno figurative con una connessione  con il mare. Il pesce fu un simbolo molto importante per l’artista,  venuto a galla dal suo inconscio e dai suoi sogni, ma che ha connessioni con l’educazione cattolica di Renata Berk.
Recentemente l’artista ha preferito esporre opre più intime, come la serie degli strani frutti e della fertilità, e anche questo  trova dei legami nella vita passata dell’artista.
La vita è un miracolo nella  via in cui  ci mostra la sua forza dalla nascita attraverso la crescita, ma stupefacente anche nella vecchiaia e nella morte.
Per l’artista la materia e lo spirito sono connessi  in una maniera misteriosa e intrigante.
Ed è spesso la materia nelle sue forme naturali o nelle forme in cui le forze della natura hanno agito ad interessare l’artista.
Renata Berk è stata scelta per la mostra COELVM oltre che per la sua evidente bravura tecnica e la grande forza evocativa anche per ricordare l’antico legame che lega l’Accademia e quindi Acquasparta all’Olanda, terra di origine di Van Eeck.
Queste opere sottolineano la curiosità di analizzare la natura secondo una sensibilità personale, magari secondo un processo simile che portò  i Lincei nelle loro molteplici esplorazioni.



ROMANO SANTARINI


Romano Santarini nato a Pian del Voglio (Bo) nel 1954, è residente in Prato dove vive e lavora.

Formazione:
Ha frequentato la scuola d’Arte con specializzazione in serigrafia.

Mostre Principali:
Nel corso degli anni ha preso parte a numerose manifestazioni e mostre in Italia e all’estero.
Di recente : Personale a Firenze 2006, Personale a Udine 2007, Cromaticos Ferrara 2007
Sue opere si trovano in permanente alla Galleria Torelli di Montecatini Terme e Pistoia



L’artista la sua poetica e la mostra COELVM

“Sono convinto che osservare il vero col desiderio di copiarlo secondo l’istinto ( questo ha
comandato per millenni ) significa cercare di scoprire, di conoscere più intimamente l’Uomo
l’animale o l’oggetto nel contesto di un amore e di una ammirazione per tutto il Creato.
Questo si esplicita nella tecnica  e nel linguaggio pittorico dando atto di quell’amore e di quella
ammirazione con umiltà alla universalità della pittura.
La pittura non fine a se stessa quindi,  ma mezzo per comunicare emozioni sentimenti e i misteri
celati che regnano entro l’animo di tutti. “
Romano Santarini

Le opere dell’artista hanno una particolare correlazione con il tema della mostra, l’artista ci mostra forse una terza strada che sta a metà tra scienza e religione. Le opere sono surreali e ricche di elementi e significati simbolici. L’artista guarda alla luna come la meta di un viaggio nell’inconscio e i gusci di lumaca sono forse un simbolo ermetico di un viaggio attraverso altre vite.

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