Camaver News N.5
E' finalmente pronto, anche se con un po' di ritardo il Camaver News N. 5 che riguarda le attivitè delle gallerie Camaver Kunsthaus International dal mese di Luglio a Dicembre dello scorso anno.
Il Camaver News è scaricabile in versione pdf cliccando sul seguente link:
CAMAVER NEWS
The 5th numeber of the Camaver news is ready to be download at the link above. This number is available only in Italian, and it will concern all the event from July to december 2007.
Alessandro Consonni "Ovvero l'Universo"
Si terrà dal 2 al 6 giugno la mostra "ovvero l'Universo" di Alessandro consonni, presso la Sala del Loggiato nell'Oasi San Gerardo a Monza.
La mostra organizzata con il patrocinio di Camaver Kunsthaus International e con presentazione di Alessandra Pittini Monacelli, vedrà esposte le ultime creazioni pittoriche dell'artista che ormai da qualche anno espone con successo negli Stati Uniti.
Invitiamo tutti a partecipare numerosi a questa mostra che si preannuncia come un evento molto importante nel panorama culturale della città di Monza
Di seguito alcune anteprime dei lavori:
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Antonia Pozzoli - Luce di Vita
Luce di VitaContinua il programma di mostre personali alla Galleria Camaver Kunsthaus di Simona Cao. Ancora una volta una donna e ancora una volta una personalità di primo piano nell'arte contemporanea: Antonia Pozzoli con la mostra personale "Luce di Vita"
Il titolo di questa mostra è nato spontaneamente dall'osservazione delle opere scelte per l'esposizione.
E' impossibile non rimanere affascinati da queste tele di Antonia Pozzoli: non sono rappresentazioni ma delle piccole entità con una loro stilla di vita, una luce che le pervade, che le invade, che le sormonta e le illumina ricordandoci che forse più un là, più su, esiste una forza, una potenza più grande della nostra immaginazione.
In un certo senso queste opere ci insegnano che noi stessi siamo un po' demiurghi, che lasciando liberi i nostri sensi e la nostra creatività possiamo, anche noi, dare vita a un mondo nostro interiore e in qualche modo avvicinarci allo spirituale.
Stilisticamente le opere dell'artista non sono troppo catalogabili, e forse non è questo il punto più importante su cui focalizzarsi, lo stile in questo caso è personale, e più che alle forme l'artista ha dato risalto alla materia e al colore. L'equilibrio è tutto nei colori, e l'uso che viene fatto delle cromie è molto particolare e carico di simbologie. E' con le vibrazioni dei colori che l'artista gioca. Avremo quindi fiabeschi e misteriosi paesaggi blu e azzurri dei notturni incantati. Poi ci sono i rossi che sono linfa vitale per tutte le forme di vita che l'artista fa crescere nei suoi lavori, equilibrati da una vasta tonalità di verdi mai eccessivi solo accennati e nascosti, per dare il giusto bilanciamento alla composizione.
Il giallo, l'azzurro e bianco mischiati e contaminati sono l'atmosfera: gioiosa, vitale, surreale che ci conduce verso il trascendente.
Non bisogna tuttavia cadere nell'errore e pensare che le opere dell'artista siano dei lavori ermetici e lontani dal linguaggio quotidiano di noi spettatori. Queste opere parlano direttamente al nostro cuore e siamo noi a dar loro l'interpretazione, la chiave di lettura che più è vicina al nostro modo di essere.
La inaugurerà sabato 7 aprile alla presenza dell'artista e rimarrà visibile fino al 3 di maggio.
Luogo: Galleria Camaver Kunsthaus di Simona Cao
Via Trento, 76 - 23100 Sondrio
Tel 328.3335555 Email: sondrio@camaver.com
www.camaver.com - www.camaver.it
Periodo: dal 7 aprile al 3 maggio 2007
inaugurazione ore 18.00 alla presenza dell'artista
Orari: da lunedì a sabato dalle 16.00 alle 19.00
Silvia Magro
Dal 3 Febbraio al 1 Marzo 2007 si terrà la mostra personale di Silvia Magro presso la Galleria Camaver Kunsthaus di Simona Cao a Sondrio.
L'artista trae ispirazione dalla semplicità del quotidiano, sotto i suoi occhi si snoda un mondo in perpetuo movimento, in continua evoluzione, dove ogni gesto è segno. Ogni linea di colore sale nell'aria, il pennello scorre, vive e abita la tela, il segno è istintivo, veloce, crudele. Figure di uomini e di donne si liberano impetuose dai vincoli imposti dalla loro bidimensionalità, danzano dentro e fuori dal palcoscenico del colore volitivo. Il tratto scompare, il colore diventa protagonista assoluto, ritma, pulsa, la composizione trema.
Questa mostra propone dipinti attraverso i quali l'artista interpreta volti, anime, sguardi di corpi umanamente orchestrati, coglie i moti di spiriti inquieti, percepisce la vita. In ogni dove è presente una forza soprannaturale, una sorta di burattinaio che giostra con le passioni interiori, ogni corpo è singolo, ma l'anima no, questo mai.
Il principio dell'arte di Silvia Magro si fonde in una miscela d'amore, di rabbia e di diabolica malinconia, ogni parto della natura è lanciato contro l'ignoto, la funzione dell'artista è quella di risvegliare nostalgie, poichè la solitudine è indipendenza, una fredda e meravigliosamente silenziosa indipendenza.
inizia il 2007
Il 2007 inizia con i migliori auspici per Camaver Kunsthaus.
E' ufficialmente stata chiusa la società Camaver Kunsthaus srl.
Ci scusiamo quindi per i possibili disagi che potrebbero esserci visitando la nostra sede di Lecco che è in fase di trasloco e di evoluzione verso un nuovo assetto giuridico.
Ricordiamo che è online il nuovo Camaver News scaricabile gratuitamente atttraverso il nostro sito oppure cliccando qui Camaver news.
Nel nostro magazine troverete informazioni sulle manifestazioni artistiche organizzate da Camaver e sui loro protagonisti.
Infine comunichiamo che la galleria Camaver a Sondrio continua il suo vivacissimo programma artistico.
Se negli ultimi mesi abbiamo puntato la nostra attenzione su tematiche contemporanee attraverso collettive di carattere internazionale, nei prossimi mesi l'accento sarà posto sugli artisti locali emergenti dell' alta Lombardia.
Il prossimo 3 febbraio sarà la volta della personale di Silvia Magro. Mostra che vedrà esposti gli ultimi e più significativi lavori dell'artista valtellinese e che si concluderà il 1° di marzo.
a breve maggiori informazioni e foto delle opere.
Blog Camaver
Nasce oggi il blog di Camaver Kunsthaus International, un nuovo mezzo per promuovere l'arte che Camaver Kunsthaus propone.
Uno spazio più facilmente aggiornabile dove trovare notizie su tutte le iniziative delle gallerie e degli artisti. Un luogo di incontro tra artisti galleria e amanti dell'arte.
Vogliamo iniziare questa nuovo blog dando cronaca di una mostra di Antichi Palazzi appena inaugurata a Sondrio a Palazzo Martinengo.
Qui di seguito troverete il comunicato stampa con anche le schede di tutti gli artisti che partecipano alla mostra, nei prossimi giorni inseriremo anche molte foto sull'evento.
"Terra per Uomini Liberi"
Prenderà il via ufficialmente il 4 dicembre 2006 e continuerà fino al giorno 13 dello stesso mese la mostra collettiva di carattere internazionale dal titolo: Terra per Uomini Liberi.
La rassegna culturale vanta il patrocinio del Comune di Sondrio e sarà ospitata nelle sale espositive di Palazzo Martinengo.
Il titolo della rassegna prende ispirazione dall'antico nome longobardo della città di Sondrio che stava a indicare le terre coltivate direttamente dai proprietari, quindi da uomini liberi.
Un'altra connessione con il titolo della mostra lo si ritrova nella sede stessa della rassegna: Palazzo Martinengo.
Il palazzo deve il suo nome a Ulisse Martinengo conte di Barco, facente parte di quella schiera di seguaci della Riforma protestante che per sfuggire alle persecuzioni dei cattolici si rifugiarono in queste terre.
Uomini liberi, lavoratori e pensatori indipendenti che hanno cercato di sfidare le convenzioni sociali e i dogmi.
La mostra vuole prendere spunto da questo concetto per presentare artisti contemporanei, innovativi che, con le loro opere, cercano di trasmettere il loro messaggio al mondo. Nuove tecniche nuove sperimentazioni artistiche, idee e punti di vista differenti e comunque sempre sorprendenti.
Sondrio e Palazzo Martinengo diventeranno così un luogo di rifugio per liberi pensatori e per artisti, le cui le idee e proposte troveranno terreno fertile per crescere e svilupparsi diventando motivo di confronto di arricchimento reciproco e di scambio.
Nessun percorso prestabilito ma solo differenti suggestioni che richiamano all'uomo, alla natura, alla materia, alla spiritualità e alla quotidianità e che si susseguiranno in maniera ariosa e svincolata da costrizioni, permettendo così allo spettatore di lasciarsi emozionare e di far vagare la propria mente in modo libero e soggettivo, proprio come deve essere di fronte a una esposizione artistica.
Lista artisti presenti in esposizione:
Fabrizio Bellanca
Andrei Dobos
Charlotte Engelhaart
Anja Etwal - Nielsen
Damiano Ferrara
Sergio Giannattasio
Giò Guerzoni
Mia Laenen
Luca Merendi
Marco Minotti
Franco Napoli
Lucy O' Donovan
Andrea Oliva
Walter Passarella
Antonia Pozzoli
Hanna Rees
Han Sinke
Heli Tuhkanen
Tonie Van Marle
La mostra sarà inoltre un susseguirsi di eventi culturali e di aggregazione che si svolgeranno durante tutto il periodo di apertura:
Lunedì 4 dicembre
ore 18.00 inaugurazione della Mostra
Discorso di apertura tenuto dai vertici di Camaver Kunsthaus International e Camaver Kunsthaus di Simona Cao.
Intervento Mario Cotelli , Presidente del consorzio turistico di Bormio presentato dal Circolo Culturale Sondrio Liberale, sul tema "Sondrio Hub culturale e turistico della Provincia"
Visita guidata della mostra
Rinfresco a base di prodotti tipici della Valtellina
L'evento sarà ripreso dalla emittente televisiva Teleunica.
Venerdì 08 dicembre
ore 18.00 Presentazione del libro Acino della Notte di Giuliana Rigamonti. L'autrice leggerà alcune poesie tratte dalla sua ultima raccolta. Presenta Laura Novati
Intrattenimento Musicale.
Rinfresco a base di prodotti tipici della Valtellina
Sabato 09 dicembre
Visite guidate alla mostra
GLI ARTISTI:
FABRIZIO BELLANCA
Nato a Roma nel 1968, ha frequentato il liceo artistico e in seguito l'Istituto Superiore di Grafica Pubblicitaria del Castello Sforzesco a Milano. Ha partecipato a mostre e concorsi, ottenendo notevoli successi di critica. Vive e lavora a Como, si è accostato alla pittura nell'89 sviluppando il concetto del graffito come espressione d'arte metropolitana, integrandolo in un discorso artistico più moderno. Dal '96 la sua pittura si è andata arricchendo di forma e materia, accostando tecniche tradizionali come l'olio con l'action painting sopra superfici materiche. Attualmente sta sviluppando l'accostamento tra l'arte e l'informatica impegnandosi nella ricerca di nuove tecniche e forme espressive, utilizzando nuovi supporti quali lastre in acciaio graffiate con mole e punte a trapano, dal quale è nata anche una performance in cui, amplificando e modulando a computer il suono che produce il trapano, accompagna musicalmente due musicisti per creare "Il suono dell'arte" da cui è stato realizzato anche un CD con i Blue Silk.
RINO CASSANO
Le opere di Rino Cassano nascono dall’improvvisazione, egli è un artista autodidatta, trae ispirazione dal mondo che lo circonda e che cerca di conoscere profondamente. Il suo continuo peregrinare da un luogo all’altro fa sì che nei suoi lavori appaiano linee, forme e tecniche di paesi esotici, incontrati per caso o in sogno. Per lui il viaggio è una continua ed inesauribile fonte di ispirazione, ogni angolo di mondo lo immortala sulla tela per restituirlo agli occhi di altri sottoforma di puro e graffiante colore.
ANDREJ DOBOS
Nato nel maggio 1984, è diplomato alla Scuola d’Arte “George Apostu” a Bacau, in Romania. Attualmente sta frequentando la facoltà di Architettura all’Università di Bucharest. A prima vista i suoi lavori sono impatti visivi ottenuti grazie a spruzzi di colore, a giochi di profondità. Ciò è dovuto alle radici dei temi e dei soggetti ritratti.
Essi sono ispirati da eventi comuni di vita quotidiana e sono sviluppati sulle contraddizioni loro intrinseche. Le sue opere diventano così allegorie di momenti di tristezza e di felicità, di solitudine e di giocosità, insomma allegorie di vita. Ogni opera completata diviene per l’artista una pagina della propria vita, come se volesse confessare le proprie esperienze attraverso linee, colori e forme. Questi elementi sono volti a suscitare sentimenti ed emozioni che permettano di vedere la vita sotto molteplici aspetti e di interrogarci su ciò che vediamo e su ciò che ci circonda, come a ricordarci che il vero mistero della vita sta nel visibile e non nell’invisibile.
CHARLOTTE ENGELHAART
L’artista vive ad Oslo, Norvegia, dove ha frequentato l’ Accademia Nazionale di Belle Arti. Tra le sue esibizioni più recenti ricordiamo la personale del 2006 presso la Galleria Falkum in Norvegia e la collettiva “Antichi Palazzi” in collaborazione con la Galleria Camaver Kunsthaus di Sondrio.
Nelle sue opere riaffiora un espressionismo surreale e ironico, connotato psicologicamente tanto da farci tornare alla memoria dei capolavori novecenteschi, con quella loro tipica irruenza delle avanguardie. Sia nelle cromie, che negli incarnati, nella trattazione decorativa che nella pennellata, si nota precisione e introspezione, in tutti i lavori troviamo tracce di un passato decadente che riporta alla nostra memoria la simbologia e sensualità klimtiana.
ANJA ETWAL NIELSEN
Nata nel 1975, vive e lavora in Danimarca. Fin dalla prima infanzia intuisce la sua propensione per l’arte e si dà alla pittura da autodidatta, sostenuta sempre dalla famiglia. Il suo interesse artistico spazia dal figurativo all’astratto, tuttavia nelle sue opere permane l’influenza espressionista, forma che le permette di mostrare su tela i propri sentimenti e inquietudini.
L’artista utilizza tonalità pastello, in maniera sfumata che donano alle tele un tocco di leggerezza metafisica. Gli oggetti appaiono sospesi in una dimensione onirica e “fabulosa” attraverso cui lo spettatore può viaggiare stando fermo, volteggiare con la mente e cercare di acchiappare gli oggetti per rendersi conto soltanto infine che non possono sussistere nella realtà. E dovrà tristemente ammettere di essere caduto nel tranello di una pura illusione ottica.
DAMIANO FERRARA
Damiano Ferrara, artista autodidatta, nasce ad Alcamo nel 1960, dove vive e lavora. Qui frequenta il liceo scientifico sperimentando acquarelli e tempere. Nel 1979 si scrive alla facoltà di Architettura di Palermo dove si avvicina per caso alla pittura su vetro, incantato dai giochi di luce ed effetti cromatici ottenuti dalla stesura delle vernici sul vetro. All'inizio le sue opere, usate sopratutto per impreziosire porte, finestre e separé, vengono influenzate dall'Art Nouveau e dall’ Optical Art, mantenendo però sempre quella indipendenza stilistica che lo contraddistingue. Tra il 1990 e il 1994, dopo alcuni viaggi in Europa, il suo modo di creare cambia; i suoi disegni diventano sempre più astratti, mettendo su carta e poi su vetro, le sue sensazioni per tutto ciò che lo circonda con uno stile molto originale. La sua tecnica è quella della pittura trasparente a freddo posata su vetro con un risultato sorprendentemente affascinante per la scelta e l'accostamento dei colori. Le sue opere hanno una forte personalità e spesso chi le guarda non può rimanere indifferente e come nella "lanterna magica" è attratto dai colori e dalle sensazioni che questi emanano. Ha partecipato a molte mostre in Italia e all'estero ottenendo menzioni per l'originalità delle sue opere. La sua vita adesso si divide tra Alcamo e Pantelleria, la più araba tra le isole del mediterraneo, da dove attinge nuova linfa per le sue opere.
SERGIO GIANNATTASIO
Nato nel luglio del 1969, fin da bambino scopre la sua passione per l’arte, cominciando a ritrarre tutto ciò che lo incuriosisce. Comincia ben presto a partecipare a mostre e nel 2002 partecipa al concorso “Arte Mondadori” conseguendo il diploma di merito, sempre nel 2002 è presente alla mostra di inaugurazione della Camaver Kunsthaus a Lecco. Le sue tele di formato molto ridotto sono intense e cariche di particolari, l’artista a tratti ci coinvolge in una metropoli tentacolare, vissuta di notte, deformata nelle sue linee e nei suoi colori, in un’atmosfera cupa e di solitudine; a tratti, invece, ci immerge in un mondo di dolcezza con colori tenui e caldi che esprimono tutta la tranquilità e la serenità dell’ universo femminile.
GIO’ GUERZONI
Nato nel 1964 a Bondeno di Ferrara si trasferisce a Bergamo in giovane età. Si diploma all’Istituto d’arte A. Fantoni, successivamente frequenta la facoltà di Architettura al Politecnico di Milano. Contemporaneamente comincia gli studi accademici alla scuola di Decorazione di B.B.A.A. a Brera diplomandosi a pieni voti.
Nel 1997 è assistente universitaio di Disegno a rilievo, presso la facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara. Nelle opere di Guerzoni ritornano immagini estrapolate dalle pagine delle riviste di moda, figure che si raccontano, velate tra mito e realtà, stilizzate e filtrate per divenire oggetto di metafora. L’artista giudica il proprio lavoro “volto al quotidiano con occhi ingenui, sognanti e umili, racconta di cose ordinarie sospese in una metaforica realtà, quella di chi vorrebbe godere di una vita semplice e vera. Il mio lavoro è un diario, segreto e intimo, come ogni testamento, ma aperto per chiunque volesse addentrarvisi e così intraprendere uno splendido viaggio”.
MIA LAENEN
Nata nel 1950 a Mol in Belgio, ha studiato all’Accademia delle Belle Arti di Mol e di Aarschot e in seguito all’Accademia estiva di Salisburgo in Austria. Nel 1999 riceve il premio “Cultura” della città di Aarschot. Per l’artista il colore è fonte di dinamismo, le sue opere di concezione astratta in principio, sono niente di meno che portatrici di un intenso contenuto figurativo. I modelli raffigurati vengono spezzati, riflessi e distorti come se l’artista-scultrice volesse mostrarci l’essere umano nelle sue molteplici forme, nel suo duplice aspetto, quello esteriore visibile a tutti e quello interiore riservato a pochi. Le sue creazioni sono prive di forme definite e questa parte mancante viene compensata con la forza del colore.
LUCA MERENDI
Nato a Ravenna nel 1974, vive e lavora a Milano.
Ha frequentato lo IED di Milano - illustrazione multimediale e attualmente è iscritto all’Università di Torino alla facoltà di Laurea Dams - indirizzo Multimedia. Libero professionista si dedica al webdesign, all'illustrazione digitale, alla creazione di concept per l'editoria per l'infanzia, alla pittura, sempre digitale, e alla scultura. Da due anni lavora presso un'agenzia pubblicitaria come art director, espone in permanenza l’affresco digitale “Siamo Soli” al MIAAO Museo Internazionale di Arti Applicate Oggi di Torino, recentemente ha esposto la personale di pittura “Verdenotte” a Rivoli, Torino. Nel tempo libero scrive e la notte organizza concerti nella scena darkelectro italiana.
Egli si definisce uno “schiavo del mezzo”, la sua è l’attitudine tipica dell’artista digitale, leggermente slegata dai classici canoni dell’arte e in totale simbiosi con il pc, strumento principale e insostituibile per partorire le proprie opere. Opere in cui si respira pesantemente un’atmosfera che sa di “digitale”, in un perfetto mix tra techno e urban art.
MARCO MINOTTI
Nato nel 1973, vive e lavora a Milano. Ha frequentato il liceo artistico a Desio e in seguito ha studiato alla facoltà di Architettura presso il Politecnico di Milano. Tra le sue partecipazioni più recenti ricordiamo la “Fiera Internazionale del mobile” a Milano nel 2005, la presentazione “Comò” a Bilbao e l’esposizione lavoro presso la “Fabbrica del Vapore” a Milano nel 2006 per il concorso “Talk to the city”.
Le sue tele cariche di colore e di guizzi materici offrono allo spettatore veri e propri spettacoli pirotecnici, in cui l’artista gioca con la vita, equilibrio di per sé precario e complesso, ponendosi come colui che crea e colui che distrugge. Nei suoi lavori si mischiano ira, sofferenza, piacere e passione, il tutto combinato all’interno di un masochismo perfetto. Siamo dinnanzi all’emblema dell’artista, colui che riveste varie simbologie acquisite, dissipate e poi violate, errante che mostra l’inconosciuto e il sottaciuto, artista martoriato perchè usato, comprato, flagellato dalla sua stessa
arte.
FRANCO NAPOLI
Nato a Lecco nel 1974, inizilamente la propria inclinazione artistica si rivolge verso il campo musicale e svolge studi di pianoforte e composizione, solo in seguito scaturisce la sua passione per la pittura. Tra le esperienze artistiche più recenti annovera la “Mostra Collettiva” presso la Galleria d’Arte di Carate Brianza (MI), l’esposizione “Torreluna Art Est” presso la Cascina Galbusera Bianca di Rovagnate (LC) e la partecipazione a “Mostra Talenti” presso la Galleria Camaver Kunsthaus di Lecco. La professionalità dell’artista si arricchisce grazie al tempo libero che ama dedicare all’ascolto di musica classica e jazz e alla particolare attenzione verso le attività spirituali e meditative per una continua evoluzione della consapevolezza di se stesso e del percorso personale interiore che esplica nelle proprie opere.
LUCY O’ DONOVAN
Nata nel 1975, vive e lavora a Glasgow, in Scozia. Qui ha conseguito il diploma in Veterinaria e ha sviluppato la sua ricerca nel campo della psicologia. Da sempre si è interessata alla pittura che perseguiva come hobby nel proprio tempo libero. La particolare attenzione che dedica al corpo umano e alle sue forme è data dalla sua precedente formazione e dagli studi svolti in campo anatomico e chirurgico. L’artista ha così impiegato queste conoscenze per sviluppare le fattezze dei muscoli, delle ossa e della pelle in un sistema scultoreo all’interno del proprio lavoro. Le sue opere seguono quasi ossessivamente il fascino trasmesso dai corpi umani e i sentimenti che essi invocano. Per l’artista è fondamentale dipingere nella maniera più onesta possibile, che sia in forma classica o meno, irriverente o pacata, esteticamente bella o rivolta verso quel carisma grottesco in cui trova la propria pienezza.
ANDREA OLIVA
Andrea Oliva nasce a Milano il 15 febbraio 1973. Frequenta il liceo artistico e l’Accademia delle Belle Arti di Brera; successivamente intraprende un percorso artistico che gli permette di realizzare l’impellente desiderio di apprendere le tecniche della scultura, grazie alla frequentazione e alla collaborazione con il Maestro Fumagalli, della Gipsoteca "Fumagalli e Dossi" e con altri scultori.
Oliva allestisce la prima esposizione personale nel 1994 e inizia così un intenso periodo espositivo.Partecipa a diverse mostre collettive e numerosi concorsi: fra i più importanti ricordiamo il concorso "Arte Sacra"presso il centro culturale San Protaso a Milano, con la scultura "Sintesi" e il concorso "De Pisis" a Ferrara con la scultura "Pianista", ottenendo in entrambi il primo premio. Secondo la critica leitmotiv dell’operato di Andrea Oliva è indubbiamente l’anelito di libertà, leggibile nella sconcertante tensione dei corpi. Egli possiede una raffinata tecnica ravvisabile nell’equilibrio compositivo fra pieni e vuoti, negli armonici giochi di luce-ombra, nella mirabile resa della torsione delle nudità. Osservando con attenzione le sue sculture, si è pervasi immediatamente dalla sensazione di essere di fronte al frutto tormentato di un’indagine accorata della realtà, filtrata dall’occhio interpretativo dell’artista autentico.
WALTER PASSARELLA
Nato nell’Agosto del 1960 a Mortara, Pavia, ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte di Valenza Po conseguendo il diploma di Maestro d’Arte e da allora è iniziata la sua attività artistica. Le sue opere sono presenti in collezioni private a Roma, Milano, Bari, Tokio, Torino, presso la pinacoteca del Pontificio Santuario di Pompei e nel costituendo Museo d’Arte di Mortara. Nei suoi lavori convivono diverse inquadrature nella stessa immagine, in lui urge la sollecitazione visiva attraverso la disposizione di frammenti, di ritagli e citazioni legate alla storia, alla classicità e alla cronaca. Accostamenti e contrasti di immagini a colori e in bianco e nero, riquadri isolati da fondi monocromi come fossero “fotogrammi” di un film, episodi o capitoli formalmente separati ma concettualmente collegati all’interno di un contesto narrativo. Un racconto in divenire, elaborato secondo un ordine che ne articola i contenuti avvicinandosi a un linguaggio di matrice “pop”.
ANTONIA POZZOLI
Antonia Pozzoli nasce in Brianza ad Arosio. Parte nel '73 per San Francisco , dove resta per oltre venticinque anni. Nel '94 parte per il Nepal dove trascorre alcuni mesi, ospite presso una dei monaci tibetani. I loro insegnamenti la aiutano a capire e conoscere la propria identità. Alla luce di una nuova e più chiara ricerca personale, in lei si fa forte il bisogno di esprimersi attraverso l’arte .
Il ‘96 segna l’inizio delle mostre personali e collettive in diversi locali della Bay Area, a San Francisco, e i primi riconoscimenti.
Tra le opere più significative rimane: il “Messenger ” e “911 Wake Up New York ”, i quali nel 2001 diventano protagonisti durante una rappresentazione organizzata a San Francisco per la pace nel mondo a seguito del tragico evento delle “Torri Gemelle”. Nel 2002 ritorna in Italia , dove vive attualmente. Si susseguono mostre in varie città italiane ed europee.
L’ impegno , la professionalità e l’ espressione di quello che è più vicino all’essere umano, conscio e inconscio, continua ad essere il suo mezzo per costruire un nuovo mondo dove lo spirito creativo è onorato e celebrato. L’artista infatti crede che il proprio lavoro sia “un'espressione della mia spiritualità, un messaggio senza tempo davanti al quale possiamo fermarci a contemplare per aiutarci a ricordare di vivere quei valori ai quali profondamente crediamo”.
HANNA REES
Nasce nel 1963, frequenta l’Accademia di Belle Arti a Parigi e prosegue la propria istruzione presso l’ atelier di Alfortville. L’artista vanta esposizioni sia nazionali che internazionali: presso il Salone di Arte Contemporanea di Kunstschouw, nei Paesi Bassi, al Salon des Independantes, al Salon International de la Haute-Loire e al Palazzo Cesi organizzata dalla galleria Camaver Kunsthaus. L’artista pratica sia la scultura che la pittura e crea luci-ombre e movimenti proprio partendo dalla pratica della scultura. Ella tende a focalizzare l’attenzione su particolari punti chiave per sottolineare le sue stesse emozioni, questi “zoom” si trasformano dalla parte al tutto e fanno da pretesto alle opere a seguire.
HAN SINKE
Nato nel 1960 ad Amsterdam dove vive tuttora. Le sue opere vanno dal figurativo all’astratto mantenendo sempre un contatto diretto con la natura, mai esplicita, ma lasciata implicita e semplicemente suggerita attraverso i colori tenui, dai più freddi ai più caldi e avvolgenti. Le linee delle sue opere sono concentriche ed ellittiche quando rappresenta i muscoli e quindi non più la natura nella sua delicatezza, bensì nella sua forza e presa di potere. Linee che si fanno pian piano più sinuose quando intende rappresentare il movimento e linee che si scompongono fino a scomparire quando l’artista trova la via della meditazione.
HELI TUHKANEN
Nata nel 1950 a Pello, Finlandia, vive e lavora a Helsinki dove ha frequentato l’Istituto di Arti industriali. L’artista ha partecipato a numerose mostre sia nazionali che internazionali, tra le più recenti ricordiamo: le personali rispettivamente nel 2003 alla galleria BE’19 e nel 2005 presso l’”Art Museum of Kemi”. Tra i progetti futuri ricordiamo la mostra che si terrà nel 2007 a Berlino presso l’Istituto finlandese. Le sue opere invocano una leggerezza malinconica suggerita dai colori tenui e sfumati, le figure umane si stagliano sulla tela senza tridimensionalità, apparendo corpi bidimensionali avvolti in un alone e trasportati in un ambiente geometricamente perfetto.
TONIE VAN MARLE
Ha frequentato l’Istituto artistico AKI in Olanda e in seguito ha studiato Letterature Anglo-irlandesi ad Amstedam e Dublino. Attualmente si occupa di arte e letterature ed è partecipe in varie organizzazioni artistiche. Regolarmente esibisce le proprie opere, che ha venduto sia nei Paesi Bassi che all’estero. Tra le sue esibizioni più recenti ricordiamo la partecipazione a “la Perfezione della Conoscenza” presso Palazzo Cesi ad Acquasparta e a “Terra per Uomini Liberi” presso la Galleria Camaver Kunsthaus di Sondrio.
Uno dei temi più importanti all’interno delle sue opere è il continuo fascino che esse esercitano attraverso le loro illusioni ottiche. Gli oggetti si riflettono fino a moltiplicarsi e diventare ambigui, finché l’occhio umano si perde all’interno di magnfici labirinti spaziali fatti di vetro e legno con interni di specchi, bronzo e materiali naturali. L’artista si sofferma in particolare sul cambiamento del riflesso, il quale si sposta, si modifica dipendentemente dall’angolo di osservazione. Gli spettatori messi a confronto con l’ opera instaurano una relazione con il mondo racchiuso all’ interno delle scatole, il quale riflette e doppia quello esterno, ingannando l’occhio e aprendo la visuale sulle due facce della rappresentazione.





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